Monday 18th of December 2017

logo

Home Blog di Bruno Martino
Blog di Bruno Martino
SALVAGUARDIA DEL CREATO - Pedemontana del Monte Grappa PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Venerdì 11 Maggio 2012 05:45

Carissimi tutti,

in attesa di sviluppare l’annunciato lavoro sulle API, una personalissima riflessione:

IL MONDO E’ …  “IN CRISI”: Che orientamento dare alla pedemontana del Grappa per affrontare il futuro con rispetto della vocazione di questo stupendo, fragilissimo ecosistema, incastonato come un gioiello tra i fiumi Brenta e Piave, tra le colline asolane e le Prealpi venete?

Certamente occorre intanto un nuovo stile di vita, di relazione, di sobrietà. Un nuovo dialogo con la vita, le cose, le persone, la natura, la diversità, la mondialità. Poi, per il territorio in questione, mi chiedo , sognando un turismo realmente “ALTERNATIVO”  e di altissima qualità culturale e sociale, se sia possibile trasformare in un Parco un’area a forte antropizzazione come la nostra pedemontana.

Mi piacerebbe cioè cavalcare una ennesima utopia proponendo di realizzareun PARCO PEDEMONTANO DEL MONTE GRAPPA (oppure un PARCO DELLA/NELLA PEDEMONTANA DEL MONTE GRAPPA). COME? : CREANDO,  iIN QUESTO LUOGO AMENO, PIU’ OASI A MACCHIA DI LEOPARDO, STRUTTURATE CON MATERIALI LOCALI (VEDI ESEMPIO DELLA VAL DI SELLA) PER FRUIZIONE POPOLARE, E, TRA QUESTE,

-          Oasi naturalistiche (OASI DIDATTICO-RICREATIVE COME L’OASI S. DANIELE a Liedolo)

-          Oasi della Musica e del Canto   (AIUTARE AD ESPRIMERSI NELLA MUSICA CON CONCERTI ALL’APERTO)

-          Oasi della Pittura   (AIUTARE AD ESPRIMERSI NELLA PITTURA ALL’APERTO)

-          Oasi della Scultura  (AIUTARE AD ESPRIMERSI NELLA SCULTURA ALL’APERTO)

-          Oasi del Teatro e della Poesia (AIUTARE AD ESPRIMERSI NEL TEATRO, NELLA POESIA ALL’APERTO)

-         Oasi della Spiritualità (AIUTARE A FORMARE ALLA SALVAGUARDIA DEL CREATO)

Realizzate con materiali locali ed in terreni donati o pubblici sparsi tra il Brenta ed il Piave. Gestite con l’impiego di cooperative o associazioni Onlus. Caratterizzando, oltre che culturalmente (come sopra ed insieme ai percorsi già esistenti della cultura classica) anche decisamente puntando alla trasformazione delle coltivazioni tradizionali di tutta l'area pedemontana in biologiche e biodinamiche (in 25 anni almeno il 50% delle coltivazioni attuali trasformate).

Con la massima salvaguardia del patrimonio naturale oggi esistente.

Con il primario coinvolgimento/interazione della scuola d’infanzia e dell’obbligo e di tutta la popolazione pedemontana, delle associazioni di volontariato e di tutte le persone di...buona volontà.

Ripeto: Parco realizzato nell’area pedemontana, nel territorio tra i fiumi Brenta e Piave, partendo dai concetto di "paesaggio culturale", puntando ad obiettivi nel medio - lungo, lunghissimo periodo.

Mi piacerebbe trovare qualche folle altro compagno di viaggio e di pensiero che volesse aiutarmi a sviluppare bene ed a fondo questo concetto da donare poi al territorio.

Immaginatevi nei giorni festivi transitare tra queste colline, con le montagne lì vicino a proteggerci dal vento..., e trovarsi in uno spazio dove si recitano poesie, o dove si insegna ai ragazzi come scolpire la pietra, con cantare in coro, come rispettare, conoscere la natura. O trovarsi seduti all'aperto ed ascoltare un concerto, o assistere ad una rappresentazione teatrale di giovani appassionati di recitazione, o dove i nostri pittori insegnano a tutti, le tecniche di disegno... Come si potrebbe meglio apprezzare la vita, come potremmo essere uniti dai migliori sentimenti e da quell'afflato profondo dello stare insieme di qualità e vedere spuntare nuove ali a tutti. A tutti, proprio a tutti, nessuno escluso... per volare incontro a quel mistero di Luce che ci attende...

Un caro salut.

Diacono Bruno Martino

 
SALVAGUARDIA DEL CREATO - Criticità pedemontane. PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Giovedì 23 Febbraio 2012 07:11

Buon giorno a tutti. Siete ancora a letto? Peccato. Per me è già ora degli...spaghetti. Non sapete che per me "dormire è un pò...morire?". Giù dal letto...ho bisogno del vostro aiuto. In attesa di cominciare la discussione annunciatavi sulle "Api, la loro vita ed il loro prodotti", mi occorre fare un punto su alcune criticità ambientali della nostra Pedemontana veneta del Monte Grappa. Alcune volte crediamo che siano solo le tematiche mondiali quali emissione di gas nell'atmosfera, desertificazione, deforestazione, etc. a provocare danni al nostro pianeta. Ma ci sono infiniti punti sparsi a macchia di leopardo in ogni territorio dove si consumano piccoli e pericolosi drammi a danno dell'ambiente, del territorio, del Creato, dell'Amore che tiene insieme la Vita ! E quasi sempre queste criticità hanno alla base una dimesnione speculativa di pochi potentati locali e non, politici o industriali che siano e che spesso, anzi, agiscono "in coppia". Chiedo il vostro aiuto su quattro punti:

1) IL PRIMO. Domenica scorsa ho organizzato la 79esima Giornata Ecologica a S. Zenone degli Ezzelini. Ho iniziato con l'Associazione Sentieri Natura "Parco degli Ezzelini" con due giornate ecologiche l'anno, già dal 1978, mai mancandone una. In quella giornata, volontari, persone di ogni ceto sociale, Amministrazione Comunale, Protezione Civile, giovani stidenti, insegnanti etc., ognuno responsabile di se stesso, puliscono boschi, prati, fossi, strade, ruscelli, ruderi abbandonati pieni di ogni immondizia immaginabile... Non siamo gli spazzini del mondo, ma è, a livello dimostrativo (ma anche assolutamente concreto...) una attività che educa moltissimo al rispetto dell'ambiente almeno riguardo a chi vede e che man mano apprezza sempre di più questo tentativo di gridare al vento ciò che più serve per la Salvaguardia del Creato che ci ha dato la vita.E' solo una maniera di tirare le mani fuori dalle nostre tasche per mostrare tuttto il bene che possono fare...

Ebbene, Domenica 19, mentre eravamo ad Est del territorio di Ca' Rainati, in contrada Comunella, abbiamo inziiato a pulire gli argini del Torrente Giaron che proviene dal vicino Comune di Mussolente. Ma che lordume!!! Un'acqua completamente densa di fogna. Una cloaca marcilenta a cielo aperta! Ma, Sindaco Chemello, conosco la sua sensibilità sulle tematiche ambientali, ma come può permettere uno sfregio, una indegnità del genere? Come può permettere il perpetuarsi di questo vero crimine verso l'ameno territorio pedemontano? Il Giaron ha ancora il problema del depuratore? Cosa è stato fatto per risolverlo?  C'è qualcunio tra i lettori che può dire qualcosa in più sull'argomento? I Nelle vene del  Torrente Giaron, almeno Domenica scorsa, non scorreva, amici cari, acqua cristallina dai serbatoi carsici del Monte Sacro, il Grappa, ma liquami di fogna, densi e purulenti. Non è possibile, non è proprio possibile accettare una situazione del genere. Diamoci una mano a capire le cose come stanno, vi prego!

2) SECONDO PUNTO. Centrale a biogas prevista in Comune di Crespano NON a dimensione locale ma industriale. Eravamo confortati dalla notizia che il Sindaco Cunial avesse finalmente delegato questo progetto agli allevatori crespanesi che avrebbero riportato l'impianto ad una potenza accettabile, per il fabbisogno locale, togliendo di mezzo ogni speculazione. E così ogni paura sarebbe svanita e la nostra pedemontana avrebbe tirato, fino alla prossima oscena intenzione di qualche altro sognatore politico/industriale, un bel respiro di sollievo. Ma sembrerebbe non sia così, che l'accordo non ci sia e che il Sindaco Cunial non abbia ancora sotterrato l'ascia di guerra ma...  sia pronto a perpetuare l'idea di questo inutile e pericoloso progetto industriale insieme all'azienda romana e all'altra milanese. Quacuno di voi conosce qualche particolare in più? Non bisogna abbassare la guardia, per nessun motivo!

3)TERZO PUNTO. Qualcuno dei leggenti conosce l'attuale situazione rispetto alla probabile presenza di diossina nel territorio di Pederobba? A che punto è questa vertenza ambientalisti/Cementificio/Arpav e giù di lì ? Anche lì ormai l'inceneritore mascherato da cementificio andrebbe controllato nei particolari di ogni suo ambito lavorativo e la popolazione dovrebbe essere chiamata a dire la propria attraverso lo strumento referendario. E invece no, chi ha il potere continua ad usarlo per il bene di pochi ed il danno di molti. E via ancora un chiodo nel corpo martoriato del Creato che pian piano stiamo definitivamente inchiodando alla sua croce! Qualcuno ha notizie? Dovremmo unire la Pedemontana in queste lotte, ficnhè c'è ancora un pò di speranza per salvarla dai tanti tentativi di devastazione a scopo di lucro.

4) QUARTO PUNTO. E qualcuno saprebbe fare il punto sulla distruzione del sistema collinare asolano a favore delle cave di argilla? Il Pareton è ancora in piedi o ormai da Possagno a Castelcucco le colline sono sparite dieventando tutti "coppi" per i tetti delle case che nessuno più compra? Si sta ancora scavando? Dai, uniamo le forze contro lo scempio ambientale, contro ogni scempio, non importa all'ombra di quale campanile sia perpretato. Stringiamo le forze sensibili a queste problematiche  tra il Brenta ed il piave. E che l'unione dei nostri cuori sia l'unica vera preghiera elevata a quel Cielo che tutto può e che certamente aiuterà ogni sforzo più giusto e leale e che crei ricadute positive a tutti e stronchi ogni tentativo di mera speculazione.

Attendo, anche privatamente, ma preferirei pubblicamente, vostri indispensabili commenti in merito ai punti suddetti o ad altri della stessa postura di pensiero.

Non ho tempo per rileggere. Scusatemi gli errori.

Un abbraccio a tutti. A tutti tutti. nessuno escluso.

Diacono Bruno Martino

 
SALVAGUARDIA DEL CREATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 06 Febbraio 2012 06:57

Carissimi tutti,

questo articolo conclude per ora questa mia prima riflessione sulla Salvaguardia del Creato. Mi raccomando di riunire tutti gli articoli pubblicati da me su questo argomento in questo blog (ad iniziare dai primi pubblicati sotto il titolo Ecologia e Salvaguardia dell’Universo)  e classarli in ordine perché l’insieme possa avere qualche utilità. Ne inserirò man mano altri cercando però di non trascurare anche coloro che ci seguono da tempo  e che chiedono qualcosa di più “pratico”, magari iniziando a parlare (e me lo chiedono da tempo in tanti che hanno partecipano negli anni a mie serate con proiezioni o mi hanno accompagnato in qualche uscita  su questo tema) delle “Api, della loro Vita e dei prodotti ” e lo farò a mio modo, con ironia magari, ma certamente con  semplicità e volentieri, intervallando ogni tanto con qualcosa di più “spirituale” o legato ad emergenze ambientali nazionali o mondiali (ad esempio campagne sull’acqua ove io mi opporrò in ogni modo possibile ai tentativi di privatizzazione e speculazione su questo elemento sacro e vitale), o emergenze locali  della Pedemontana veneta del Monte Grappa tra i Fiumi Piave e Brenta.

Dopo le Api, come promesso fin dalla apertura di questo mio blog nel Luglio 2011, inizieremo a parlare di “Erbe e piante selvatiche in alimentazione”, poi di “Erbe officinali locali” specie nella tradizione veneta.

Concludendo la riflessione “cristocentrica” sulla Salvaguardia del Creato, affermavo nell’ultimo articolo che per andare nel Suo Regno bisogna prendere la strada della conversione del cuore, credendo al Vangelo e vivendo secondo i Suoi insegnamenti. E’ questa l’unica strada che può portarci al Giorno del Signore.

Quando questa strada sarà stata da noi percorsa e sarà giunto Il giorno del Signore, il Creato sarà liberato, avremo cieli nuovi e terra nuova, fra noi avrà stabile dimora la giustizia, il Male sarà stato sconfitto e  nel mondo si sarà realizzata una fraternità universale nel  Suo nome. Allora il nostro pianeta sarà diventato una mensa imbandita per tutti e la nostra vita avrà acquisito il volto della solidarietà, del benessere condiviso e saranno annientati l’egoismo, la grettezza, l’opportunismo, l’ignoranza, l’arroganza, il desiderio di ricchezza, di dominio, di successo, così pure lo sfruttamento e la violenza nell’universo  in ogni loro forma.

Gli idoli della storia si infrangeranno sugli scogli della morte ma le nostre opere di bene, realizzate pienamente nel nostro cammino quotidiano,  risorgeranno in quel giardino. Tutto risorgerà alla nuova, antica vibrazione d’Amore, di Vita vera ed eterna

Ma cos’è la Risurrezione? La Risurrezione è la condizione dell’amore eterno conquistata già oggi e ogni giorno nei luoghi della nostra vita diventando strumenti del Bene nell’edificazione quotidiana del Regno di Dio.

CONCLUDO

E’ un dogma fondamentale della fede cristiana il fatto che Dio Padre sia “il Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili”. E ancora: secondo i grandi Padri della Chiesa, l’uomo è appunto il Principe della Creazione, dotato del privilegio della libertà. Partecipando simultaneamente il mondo materiale e quello spirituale, egli è stato creato non solo per custodire ed amministrare il Creato, ma principalmente per ricondurre la Creazione al suo Creatore, affinché il mondo fosse salvato dalla decadenza e dalla morte.

Dice Paolo nella lettera ai Romani (Rm 8,19-22): “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi delle doglie del parto.”

E cosa è, per finire, l’Eternità? E’ entrare in intimità con il divino, proprio come gli Angeli, e vivere tutti noi insieme, ed insieme ad ogni segno di vita del Creato ed ogni sua più piccola componente materiale, una gioia incommensurabile per sempre. In questo Giardino, che Gesù ha chiamato “Paradiso”, potremo ritrovare l’origine purissima dei tempi. Sarà un luogo dove ancora “il lupo dimorerà con l’agnello, vedremo la pantera  sdraiata accanto al capretto, il vitello ed il leoncello pascolare insieme ed un fanciullo  guidarli. In quel luogo dove la vacca e l’orsa pascoleranno insieme e saranno sdraiate insieme ai loro cuccioli, dove il leone si ciberà di paglia, come il bue, ed il lattante d’uomo si trastullerà sulla buca dell’aspide ed il bambino potrà ancora mettere la sua mano nel covo dei serpenti velenosi” (Is 11,6-8).

Inginocchiati ai piedi del Creato, possiamo recepire la fragranza di questo giardino lasciandoci rapire dal profumo della Parola di Dio e dalla promessa del suo Amore eterno che è già qui, tra i segni del Bene sparsi ovunque e su chiunque, tra noi, adesso ed ora.

Sia lodato Gesù Cristo. Diacono Bruno Martino

 
SALVAGUARDIA DEL CREATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 23 Gennaio 2012 07:02

Carissimi,

innanzi tutto grazie, grazie di cuore a tutti voi che sempre numerosi avete la pazienza di leggere queste mie brevi note sulla Salvaguardia del Creato. Siete in tanti  e in molti a scrivermi, ma solo al mio indirizzo personale. Peccato, perchè le cose che mi raccontate, le confidenze che mi affidate, potrebbero diventare luce vera che illuminerebbe ogni nota del pentagramma quotidiano della vita di ogni lettore. Io, come sto puntualmente facendo, non farò mancare riposta ad ognuno al suo indirizzo personale, come chiede. Intanto continuiamo in questa mia dissertazione personalissima, che ha solo la pretesa di donare a voi la mia esperienza di vita, il mio "profumo", proprio come il fiore del prato che si dona con umiltà al suo contesto ogni giorno, senza escludere nessuno. La nostra vita, quella di tutti noi, partecipa alla Vita dell'Universo intero quando diventa dono...

Rispondo a quelli che fra voi mi hanno chiesto quando sarò presente a qualche celebrazione liturgica nella pedemontana del Monte Grappa. Sarò come diacono presente alla S. Messa delle ore 10.00 del 5 Febbraio 2012 a Liedolo di San Zenone (una perla immersa nella conchiglia verde delle propaggini occidentali delle colline asolane), in occasione della festa degli Alpini e Donatori di Sangue, con i quali lavoro da decenni nei Sentieri Natura di S. Zenone e terrò io l'omelia (breve...) parlando della "sofferenza". Sarò molto contento se qualcuno di voi sarà presente e verrà a salutarmi rendendo più... visibile la nostra "invisibile comunità virtuale...." che sempre si ritrova numerosa sul mio blog, senza conoscersi...

Continuiamo ora a sviluppare il tema della Salvaguardia del Creato.

L’essenza di questa riflessione, il mio dono a voi, si ripropone, ripeto, all’interno delle mie scelte nella vita. Vi posso donare, testimoniare, solo me stesso, le scelte anche molto difficili, della mia vita. La via della comprensione pone l’eternità dell’amore al centro, all’origine ed al culmine di questa mia riflessione che si rivela quindi “Cristocentrica”, perché la mia convinzione è che, da soli, non avremo nessuna possibilità di frenare la devastazione provocata dalla concupiscenza che ci governa, ad ogni era ed ad ogni livello dell’umanità. Gli esempi che abbiamo, ed abbiamo avuto intorno, ci confermano abbondantemente la veridicità di questa mia affermazione.

Da soli siamo destinati al fallimento, non riusciremo a fare solo un passo per salvare noi stessi nel Creato.

Per questo 2000 anni fa è venuto Gesù tra noi, il figlio di  Dio.

Egli non è venuto a decretare “la fine” della storia, ma”il fine” della storia.

E’ venuto ad annunciare un nuovo inizio

e cioè

L’INAUGURAZIONE DEL REGNO DI DIO CHE REDIMA LA STORIA.

Gesù è venuto  a proporci di ritornare nel Creato che ci apparteneva all’origine dei tempi, in quel giardino dove “il lupo dimorava con l’agnello, la pantera era sdraiata accanto al capretto, il vitello ed il leoncello pascolavano insieme ed un fanciullo li guidava. In quel luogo dove la vacca e l’orsa pascolavano insieme ed erano sdraiate insieme ai loro cuccioli, dove il leone si cibava di paglia, come il bue ed il lattante d’uomo si trastullava sulla buca dell’aspide ed il bambino metteva la mano nel covo dei serpenti velenosi (Is 11,6-8).”

Cari amici, non c’è altra strada per affrontare la gravissima situazione in cui versa la Creazione che aderire al progetto che Gesù è venuto a proporci oltre 2000 anni fa. Egli , ripeto, non è venuto a distruggere la nostra storia, ma a redimerla, ripristinando un ordine nell’armonia del Creato, nella pace, e non nello sfruttamento e nella devastazione.

L’UNICA STRADA E’ QUELLA DELLA NOSTRA CONVERSIONE PER GIUNGERE AL GIORNO DEL SIGNORE ED  IL CREATO TORNI AD ESSERE IL GIARDINO ETERNO DEL PARADISO.Convertirsi vuol dire modificare l'ordine dei propri valori e delle proprie priorità, mettendo con decisione e definitivamente l'Amore di Dio ed il Vangelo di Gesù Cristo al centro della nostra vita di ogni giorno, di ogni nostra scelta quindi, gesto o parola o desiderio o relazione.

Vi lascio a questa mia affermazione molto precisa che ho inteso fare senza titubanza alcuna, senza sbavature, come è luogo comune affermare: "senza "se" e senza "ma"...".

Questa riflessione può essere meglio compresa leggendone i capitoli precedenti e magari sarà buona cosa, per coloro che intendessero ri-leggerla, stamparsi gli altri articoli e leggerla di seguito. Il prossimo articolo concluderà i capitoli essenziali della stessa.

Vi auguro una buona settimana e vi dedicherò, tra qualche minuto, il primo sguardo con il quale l'alba ci accarezzerà da oriente e la Luce della Compassione universale tenterà, come ogni giorno, di raggiungere il nostro cuore.

Diacono Bruno Martino

 

 

 
SALVAGUARDIA DEL CREATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 09 Gennaio 2012 07:58

S. FRANCESCO PATRONO MONDIALE DEI CULTORI DELL’ECOLOGIA, DELLA SALVAGUARDIA DEL CREATO

 Francesco, da ricco e potente, si fece frate piccolo ed  umile per capire la bontà contenuta negli esseri animati ed inanimati, nelle stelle, nel fuoco, nel sole, nella luna. Parlava ai fiori ed alle belve sentendoli fratelli, rispettava ogni forma di vita perché sapeva che in sé racchiudeva la luce dell’eternità.  Era arrivato a tal punto di sensibilità nel dialogo con il Creato che quando si lavava le mani, sceglieva un posto dove l’acqua non venisse pestata con i piedi. E se gli toccava camminare sulle pietre, o vedeva delle formiche sul sentiero o qualsiasi altra minuscola forma di vita, si muoveva con delicatezza e riguardo … ed evitava di far del male alle formiche, ma anche agli stessi … sassi delle rocce sotto i suoi piedi. Al frate che andava a tagliare la legna per il fuoco, raccomandava di non tagliare interamente l’albero, ma di lasciarne una parte. Al frate che teneva l’orto diceva di far colloquiare ortaggi e  fiori alternando le coltivazioni che poneva l’una accanto all’altra. Si dilettava con ogni creatura, dagli esseri umani alle farfalle, dai grilli ai raggi del Sole. In essi sapeva scorgere l’essenza stessa dell’amore eterno di Dio che lo chiamava. A tutti noi è giunto il suo messaggio, il suo sentimento che creava in lui l’esigenza di chiamare fratello il lupo rendendolo mansueto, che addomesticava le tortore selvatiche, che predicava agli uccelli facendo star quiete anche le rondini.

 S. ANTONIO

 Fu l’Eternità che mandò a Francesco ed al suo movimento frate Antonio che con la sua cultura, inizialmente rifiutata da Francesco, evitò che lo stesso francescanesimo crollasse sotto la spinta degli eretici. Anche Antonio considerava l’umiltà la radice di ogni virtù. Egli raggiunse questa convinzione attraverso la fatica e la sofferenza nel passare dall’agiatezza della sua condizione famigliare, quando si chiamava Fernando, a quando decise di prendere la strada del convento e di diventare frate con il nome di Antonio, decidendo quindi di abbracciare la mistica francescana, attenta alla vita vissuta, alla semplicità e all’affetto nel rapporto con il soprannaturale. Egli mortificò il proprio io, cosa che non deve essergli stato agevole in considerazione della propria indole e delle proprie origini) servendo i confratelli nelle più umili necessità e ritirandosi spesso in solitudine.  Del resto, che l’umiltà fosse premessa per ricercare e trovare Dio nel cuore e nel Creato glie lo avevano insegnato i suoi primi maestri spirituali, sant’Agostino e san Bernardo, studiati nel monastero di Santa Croce a Coimbra Portogallo). E’ per queste vie che cerca ed ottiene il dono prezioso dell’umiltà, del divenire piccolo nella povertà dello spirito.

 IL TEMPO PASSA E L’ETERNITA’ RIMANE (Ispirato agli scritti di Padre Theodossios)

 Francesco e Antonio ci confermano che “il Creato parla a noi anche con il linguaggio dell’eternità. Ci dicono che il tempo passa e l’eternità rimane, questo il ponte di comprensione attraverso il quale si devono vedere e filtrare tutte le cose, tutti i pensieri, tutti i sentimenti, tutti i ricordi,  i colori, le forme, la luce, i meccanismi della creazione. Quel che permane è l’eternità, eterno è solo l’Amore. E Dio è amore. I “piccoli ed umili” riescono a percepire e vivere, pur in mezzo ad ogni sorta di occupazioni e di tribolazioni, dietro ogni cosa, in ogni fiore, in ogni sguardo, in ogni lacrima, in ogni sorriso, in ogni dignitoso desiderio, in ogni sofferenza, in ogni gioia, in ogni pura passione,  il segno dell’eternità, il linguaggio intimo di ogni creatura, e sentire dietro ogni essere animato o inanimato l’amore eterno di Dio. In ogni cosa, in ogni essere, in ogni battito delle nostre ciglia e dei nostri cuori, si può leggere il messaggio dell’eternità, la speranza dell’amore. Dietro ogni immagine del Creato, ogni movimento, ogni presunta staticità, ogni desiderio, ogni coscienza, sono racchiusi un appello, un sogno, una promessa. Tutta la creazione contiene il segno di una bontà, di una spiritualità, che va oltre ogni confine umano. In ogni cosa ed in ogni essere c’è un orizzonte di luce interiore. In quella luce risplende il volto dell’amore eterno ed incorruttibile, un volto umano e divino, il volto del finito e l’infinito, la dolcezza della compassione cosmica, il profumo del perdono. In ogni petalo di fiore ed in ogni goccia di rugiada, in ogni essere, in ogni zolla di terra, è contenuto un canto segreto, un canto dolce, discreto, infinito, il canto del Signore. Il Signore dell’Amore eterno. Ogni cosa contiene il canto dell’Amore, una nota della musica del concerto del Creato, una parola del linguaggio eterno ed universale.”

  San Paolo scrive: “Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità” /Rom 1,20). Chi come Francesco ed Antonio sa guardare con questo sguardo il Creato capisce il linguaggio con cui l’infinito ci chiama a camminare insieme verso l’Amore, dicendoci dell’immensa bontà che le cose possono esprimere e della quale vedremo il compimento quando dimoreremo con lui nel suo giardino e con il Creato condivideremo una incommensurabile gioia. E’ l’Eternità che si riflette nel Creato e che ci viene incontro con la dolcezza del suo richiamo e la persona che si fa piccola ed umile per ascoltare la sua Luce e seguirla scopre la verità della firma del Creatore impressa nell’intimità della natura  incamminandosi nel sentiero che lo condurrà fuori della storia, fuori da questa grande illusione che ci ha rapito.

Questo articolo sia il mio umile dono a voi tutti, perchè possiamo insieme camminare nei sentieri del nuovo anno e scoprire le fioriture più belle del nostro unico cuore, ed andare....oltre, più in là di ogni illusione...

Diacono Bruno Martino

 

 

 
MA QUANDO E' NATALE? PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Mercoledì 07 Dicembre 2011 06:36

MA QUANDO E’ VERAMENTE NATALE?

(Auguri a tutti!!!)

Ogni giorno è Natale, se in noi germina l’Amore. Ogni giorno per noi può essere  il tempo dell’amore. Togliendo in noi l’amore, rimane solo la paura. L’amore con il quale Gesù è venuto a lavare i nostri piedi, è la vera Luce per illuminare ogni Natale.

Natale è l’arma che abbatte le palizzate del nostro egocentrismo e tutte le barriere che costruiamo pur di salvare qualcosa. Natale è decidere, nelle piccole e grandi cose di ogni giorno, di costruire quel mondo di pace e di giustizia che Gesù stesso è venuto ad edificare più di duemila anni fa.

Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2012 00:05
 
SALVAGUARDIA DEL CREATO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Martedì 29 Novembre 2011 06:59

 

 Carissimi tutti,

riprendiamo il nostro cammino di riflessione sul tema della Salvaguardia del Creato, in attesa di sviluppi sui nuovi problemi sorti non distante dall'Oasi S. Daniele a Liedolo di S. Zenone, in Comune di Crespano del Grappa (TV), sperando che il Sindaco Cunial si apra anche alla nostra ferma opposizione al progetto di Centrale a Biogas e ridimensioni il tutto, nella misura "giusta", che è quella chiesta dai suoi allevatori. Sarebbe una dimensione locale dell'impianto, una soluzione per tutti evitando così i problemi che invece il suo impianto certamente andrebbe a creare a scapito degli abitanti di Crespano e di tutta la popolazione pedemontana ad iniziare dai Comuni limitrofi.

Sono necessari, riprendendo il "filo" del discorso,  se vogliamo una nuova terra con amore, pace e prosperità, come è scritto nel libro dell’Apocalisse, una nuova visione del mondo, una nuova spiritualità, nuovi stili di vita,  una nuova spiritualità, un nuovo rapporto con le cose, le persone, la natura, la diversità, la mondialità.

E non crediate che il mondo vada in difficoltà solo per le grandi deturpazioni, ma anche per gli innumerevoli, anche piccoli e medi,  meccanismi perversi che l’uomo accende a macchia di leopardo in ogni territorio e per i quali si rende responsabile quando invece dovrebbe avere la responsabilità della custodia, della cura, della salvaguardia di ogni essere vivente e della intera creazione naturale.  E questo per me è stato particolarmente evidente nelle lotte sociali che si sono susseguite negli anni proprio intorno all'Oasi S. Daniele, alle quali ho partecipato sempre... e con la necessaria determinazione. Una volta abbiamo evitato una discarica di fanghi industriali realizzando appunto l'Oasi al suo posto, l'altra volta i cogeneratori di Borso del Grappa proprio li accanto, ora quello di Crespano... E poi tutte le altre criticità della Pedemontana del Monte Grappa ad iniziare dalla "Pedemontanina",  dal co-inceneritore di Pederobba, al Pareton etc etc. Bisogna lottare, agire, capire, creare dinamiche di "intimizzazione" vera e leale con l'ambiente impedendo ogni tipo di speculazione sullo stesso.

E' fondamentale capire che il Creato irrompe nelle strade della nostra quotidianità, nel nostro cuore e nella nostra vita continuamente, irriducibilmente. Ricordatevi: solo i piccoli e gli umili possono dialogare con il Creato, comprendere il suo linguaggio.

Questo ultimo passaggio che sto per proporvi, amici carissimi, forse non può essere compreso da tutti, ma solo dai “piccoli ed umili”, come diceva il Signore. Solo i piccoli ed umili, possono essere così liberi da poter scorgere, in tutto ed in tutti, quella scintilla d’infinito che dà il senso giusto alla nostra esistenza, alla nostra origine, al nostro destino.

Solo ai piccoli ed umili è data la possibilità di conoscere, di intuire, di sentire la grandezza, l’immensità del Creato ed i conflitti apocalittici che da miliardi di anni, e forse prima ancora di essere concepito, si sono generati in esso. Solo a loro è concessa di vedere, di intuire,  quella forza, quella essenza di bontà contenute in un sasso, in un fiore, in un soffio di vento, nel battito della ciglia di ogni persona che incontriamo o che non incontreremo mai … Solo i piccoli ed umili tra noi potranno decifrare il linguaggio del Creato … E’ necessario svestirci dal nostro ego e, come affermavo pocanzi,  entrare in una nuova e rinnovata spiritualità, in una nuova sobrietà, lasciarci rapire da quella bellezza, quella meraviglia, che in me ad esempio si è prima trasformata commozione, poi in preghiera, ed infine in compassione e servizio, che mi ha deposto ai piedi del Creato, soggiogato dal mistero di tanta grandezza, di tanta complessità. Un mistero che è infinitamente più grande di noi e  delle nostre possibilità di capire e spiegare, per quanto ci proviamo, per quanto sia giusto provarci.

 Il sentimento che ci lega al Creato, recuperando una dimensione umile, piccola, nei suoi confronti, deve essere contestualmente  fraterno e filiale, e deve sviluppare quell’ascolto così profondo, la cui possibilità, anche se da noi quasi sempre non sperimentata, ci appartiene fin dal nostro concepimento.

 NEL CREATO DUE VOCI CI CHIAMANO INCESSANTEMENTE: QUELLA DELLA STORIA E QUELLA DELL’ETERNITA’

 Il Creato, nelle sue forme molteplici di vita vegetali ed animali, visibili ed invisibili, animate ed    inanimate, l’universo infinito con la sua materia vibrante, organica ed inorganica, l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra, le rocce, la luce, ci chiama incessantemente con le voci, contenute in tutto ed in tutti, anche in ogni pensiero, in ogni parola, in ogni intenzione, della storia ed i suoi idoli e con la voce dell’eternità. Sono questi i richiami che ci portiamo nel cuore su questo universo. Sono voci instancabili ed incessanti che ci condizionano e ci costringono a delle scelte importanti. La voce della storia è facile da comprendere così come è facile cadere prede degli allettamenti dei suoi idoli che ricambiano la nostra attenzione con la promessa illusoria della felicità immediata ed a basso prezzo. Potere, successo, ricchezza, ci tendono le loro mani ricolme di doni e noi siamo disposti a “svenderci”, a “prostituirci” a queste promesse abbracciando ogni disvalore, fino a diventare strumenti di morte, di negatività, di distruzione, diventando predatori del Creato e portatori di sofferenza e di caducità. La voce dell’eternità si propone invece  al nostro cuore mostrandoci tutta la bellezza delle cime da scalare. Solo i piccoli e gli umili riescono ad arrampicarsi su questi erti crinali dai quali si può iniziare a scorgere la Luce della carità, dell’Amore vero ed eterno che ci illumina il sentiero della solidarietà che ci indica la strada ad ogni bivio della nostra vita. Ad ogni passo che faremo nella nostra esistenza terrena la Luce ci illuminerà i segni di questo Amore infinito contenuto in tutto ciò che osserveremo nel nostro cammino e negli occhi ricolmi di speranza di tutti coloro che incontreremo. I segni di bene e di bontà sono ovunque nel Creato che ci dà forma e vita.

Per oggi penso possa bastare... Vi auguro ogni buona cosa, sperando che qualcuno di voi voglia donarci il proprio profumo esprimendo liberamente e rispettosamente le proprie idee in questo blog. Siamo tutti fiori dello stesso prato, bagnati dalla stessa pioggia, asciugati dalla stessa brezza, illuminati dallo stesso Sole. Così dicevo in un verso di una mia pubblicazione nel 1986 (La danza della vita):  "Siamo tutti fiori dello stesso prato...che danzano la danza dell'amore".

Camminiamo insieme....camminiamo oltre...

Buon tutto a tutti.

Bruno

 

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DEL CREATO (Nuovi pericoli per l'Oasi S. Daniele a Liedolo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 31 Ottobre 2011 07:01

OMELIA DEL DIACONO BRUNO MARTINO NELLA CELEBRAZIONE DELLA MESSA ALL’OASI SAN DANIELE DI SAN ZENONE DEGLI EZZELINI DEL 30 OTTOBRE 2011. Ml 1,14b-2,2b.8-10; Sal 130; 1Ts 2,7b-9-13; Mt 23,1-12

La veemenza del linguaggio che Gesù adopera nel brano del Vangelo di oggi verso quei farisei e verso tutti gli altri che anche oggi siedono sulle cattedre del potere, può sorprendere, a prima vista, ma è proporzionata alla gravità dello stravolgimento della vita civile e religiosa che essi avevano generato e continuano ancora ai nostri tempi a provocare. Il rimprovero più importante riguarda la mancanza di umiltà, l’incoerenza, l’ipocrisia.

Nella prima lettura il profeta Malachia, con voce ferma e senza incrinature di rispetto o di cautela diplomatica, si indirizza con altrettanta veemenza a chi nella comunità occupa una posizione di guida e di responsabilità e contesta non solo la riduzione dl culto a vacuo ritualismo esteriore, ma anche la trasformazione dell’esistenza sociale in gioco di interessi privati, la mortificazione della genuina moralità sotto coperture perbenistiche. Così dice il Signore: “se non mi ascolterete e non vi prenderete a cuore di dar gloria al mio nome , manderò su di voi la maledizione e cambierò in maledizione le vostre benedizioni”. Tradotto nel linguaggio contemporaneo potremmo così interpretare queste parole: “O date gloria a me, che sono la legalità, il diritto, la giustizia per tutti, o date gloria a voi stessi ignorando le necessità del Creato e servendo solo il vostro desiderio smodato di potere, ricchezza, visibilità. E per questo trasformerò le vostre benedizioni in maledizioni, perché, in questo modo, e solo per l’interesse di pochi, arrecate morte e sofferenza alle cose, agli uomini, alla natura, alla diversità che le infonde una ricchezza immensurabile.”

Colpiscono profondamente le parole taglienti di Gesù che abbiamo appena sentito e che anche oggi ha voluto ripeterci perché riecheggino nel nostro cuore quelle dei profeti che combattevano un culto ridotto a magia, una preghiera distaccata dalla giustizia, una liturgia diventata solo cerimonia, una religiosità separata dalla morale quotidiana, una fede che non riesce ad incarnarsi nel pentagramma della nostra vita. Ma il Regno d’Amore che nostro Signore Gesù Cristo è venuto ad instaurare più di 2000 anni fa, continuamente da noi respinto o tradito, non riguarda certamente solo i farisei e gli scribi dell’epoca di Gesù,  ma riguarda tutti noi cristiani d’oggi ed in special modo quelli che tra noi hanno più ruolo e che con i loro personalismi ancheggiano nelle poltrone d’alto rango  legando ancora adesso, con le loro scelte sbagliate o opportunistiche,  pesanti fardelli sulle nostre spalle, ponendoli con violenza, , noncuranza, arroganza ed ignoranza sulla schiena della brava ed umile gente anche di  questa nostra pedemontana, senza lungimiranza alcuna, ostentando perfino a garanzia la loro presunta aderenza al Vangelo di Cristo.

Chi ha spirito farisaico inganna ancor oggi se stesso e gli altri. Egli ha tutta l’apparenza della vera fedeltà a Dio ed agli uomini, ma non fa ciò che nel bene ha promesso, ma solo ciò che nella gestione della sua ricchezza e del suo potere più gli aggrada, spesso a danno di tutti ed anche del Creato che il Signore ci ha affidato in tutta la sua bellezza, in tutto il suo infinito mistero. Ed in questo modo si devasta la terra, la nostra terra, terra che, ricordiamolo bene,  non ci appartiene, ma siamo noi che apparteniamo ad essa. Terra Madre, Madre tenera e fedele, Madre paziente che ci ha generato ed alla quale continuiamo a recare danno, devastazione dall’alto dei nostri scanni, non considerando mai che appartenendo noi a queste zolle e non esse a noi, ogni sofferenza che creiamo ricade su di noi e su tutte le altre forme di vita che qui vengono ospitate.

Paolo è chiaro ed impressiona con il suo forte linguaggio quando adopera anch’egli, , nella seconda lettura, come farà Francesco d’Assisi molti secoli dopo, l’immagine della Madre per descrivere l’amore che occorre agli Amministratori cristiani e a chi gestisce il potere della Chiesa, per servire la comunità degli uomini e l’ambiente, il Creato, colmo della  grandezza e bellezza di Dio, Creato del quale siamo parte integrale,  strutturale ed inscindibile.

Oggi, e spesso a dismisura o inopportunamente,si parla di amore, di carità, di servizio all’ambiente e quindi alla natura ed all’uomo, al Creato. Ricordiamolo, fratelli cari,l’Amore non può essere mistificato, non può essere mercificato l’amore, perché non può essere possibile costruire un amore che non abbia dimensioni di eternità … perché l’eternità è amore ed eterno è solo l’amore. E il servizio all’uomo, al Creato, è l’unico ponte per l’eternità dell’Amore di Dio … Ma purtroppo l’amore oggi è diventato per molti solo opportunismo, predazione, speculazione e chi ha potere spesso pecca di ipocrisia nei confronti di chi gli ha dato questo potere. Ed anche di incoerenza, tradendo gran parte di ciò che aveva promesso pur di raggiungere il ruolo che desiderava.  Ed allora anche questi potentati, come gli scribi ed i farisei apostrofati con opportuna veemenza da Gesù, ”dicono e non fanno”.

Mi avvio a concludere implorando pietà e guida dal Signore, perché comprendiamo che i più grandi tra noi, se vogliono seguire gli insegnamenti del Vangelo, traducano il loro ruolo nella divina follia del servizio all’uomo, al Creato. Dio non ha poltrone negli uffici di chi comanda. Egli non tiene il mondo ai suoi piedi, ma è ai piedi di tutti. Non è il padrone dei padroni, ma il servitore che in Gesù lava i nostri piedi. Non è il Signore della vita, è molto di più, è il servo di ogni vita. I grandi del mondo, ma anche qualcuno del nostro piccolo mondo pedemontano, si costruiscono troni dorati. Dio non ha troni, ma cinge un asciugamano e vorrebbe fasciare tutte le ferite della terra. Dio come un servo, ripeto, che non esige, sostiene, non pretende, si prende cura, non rivendica diritti, ma risponde ai bisogni, e non cerca ricchezze. Anzi, non ha nemmeno un posto dove poggiare il capo.

Gesù rivela ai potenti ed anche a noi amministratori che ogni uomo è capace di potere se è capace di servizio vero, gratuito e dedicato al Dio servo dell’Amore, alla sequela del Cristo servo, e non di devastazione e speculazione come per l’ennesima volta, dopo il tentativo di discarica di fanghi industriali in questa magnifica Oasi, dei cogeneratori di Borso ed ora con quello di Crespano, si pretenderebbe di fare.

Basterebbe una sola considerazione: riflettendo appunto solo su queste tre nefaste opportunità: ma se noi non ci stessimo opponendo e non ci fossimo opposti come comuni cittadini, come semplice gente della strada, oggi cosa sarebbe diventata, come sarebbe ridotta  questa parte del territorio compresa tra i Comuni di Mussolente, Borso/S. Eulalia, S. Zenone e Crespano? Con tre siti irragionevoli e distruttivi dell’ambiente in pochissime centinaia di metri saremmo oggi soffocati letteralmente anche da un traffico sgrondante liquami industriali e sozzure animali e vegetali di ogni sorta! Questo luogo, dal paradiso ambientale e naturalistico che è e che ancor oggi stiamo gustando, da perla preziosa incastonata tra fiumi, collie e sacre montagne, sarebbe diventato un catino di marcescenze, una sofferenza irragionevole e cieca per chi ci vive e per l’ambiente dell’intera pedemontana del Grappa. Dobbiamo trattenere questa consapevolezza nel cuore e continuare a lottare per evitare altre situazioni e proposte di indecenza ambientale, come quella di Crespano dei cogeneratori a biogas,  e risolvere quelle in essere e le potenziali che continueranno inevitabilmente ad arrivare, “dicendo e facendo” concretamente, aderendo al progetto di Dio che ci ha invitati a prenderci cura del nostro ambiente perché sia da noi sostenuto e riaccompagnato filiarmente e fraternamente alla sua Eternità.

E’ necessario che prevalga tra noi lo spirito di servizio al territorio e si eviterà, con l’aiuto di Dio e con la giusta,determinata e inarrendevole protesta, questo ulteriore tentativo di offesa alla nostra terra pedemontana e alla sua gente. E’ il servizio all’uomo ed al suo ambiente il nome nuovo, il nome segreto della civiltà, il nuovo stile da adottare, perché questo è lo stile di Dio, questa la concretezza necessaria per vivere, riscoprendola nelle strade della quotidianità, la nostra fede nel Vangelo.Sia lodato Gesù Cristo. Diacono Bruno Martino - Presidente dell'Associazione Sentieri Natura "Parco degli Ezzelini" - S. Zenone degli Ezzelini (TV)

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi S. Daniele di Liedolo ancora in pericolo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Venerdì 07 Ottobre 2011 07:25

Mia lettera agli Amministratori, alla popolazione, al Comitato Oasi , alle associazioni della Pedemontana del Grappa che stasera si riuniranno in assemblea a S. Zenone degli Ezzelini per discutere sulle misure di lotta da adottare per impedire la edificazione dell'impianto industriale (cogeneratore a biogas), a pochi più di 1000 metri dall'Oasi S. Daniele, nel territorio di Crespano del Grappa. Lettera di intenti firmata dal Sindaco Cunial di Crespano, dal Lascito Fondazione Canova, Dall'Istituto Canova-Collegio Canova di Possagno, dalle ditte  Ascomac Servizi Srl e Power Ventures Srl.

Carissimi,

siamo di nuovo chiamati ad intervenire per evitare un ulteriore affronto al nostro fragile ecosistema pedemontano, racchiuso nello scrigno smeraldo delle pendici del Monte Grappa, del Piave ad oriente, il sistema collinare a sud ed il Brenta ad occidente. Come più volte detto, la delicatezza di questa nostra terra stupenda, accompagna la sua vocazione ed il suo destino da salvaguardare. Un territorio che non si presta ad accogliere una viabilità esasperata, insediamenti industriali e sfruttamenti intensivi in agricoltura. Impianti semplici, famigliari o plurifamigliari, di allevatori ed agricoltori DEL LUOGO, sono senz'altro in linea con il rispetto dovuto al nostro ambiente. IMPIANTI INDUSTRIALI DI COGENERAZIONE A BIOGAS COME QUELLI PRESENTATI DAL COMUNE DI CRESPANO, DAL LASCITO FONDAZIONE CANOVA "GARANTITI" DALL'ISTITUTO CANOVA, CERTAMENTE NO! E potrete già voi elencarne a chi di dovere, e per primi alla popolazione, rischi ed ambiguità. Prima di una disquisizione scientifica, dobbiamo avere il coraggio di porre all'attenzione pubblica la sottile furbizia con la quale il connubio politica-industria imbastisce gli elementi di convincimento per predare, devastare, il territorio. Un connubio che spesso, per lucro di pochi, nel tempo ed in ogni spazio, dove gente semplice vive e lavora con dignità da secoli e secoli, si presenta con la veste dell'innovazione, della ricaduta positiva per tutti e, questa volta, ipocrisia delle ipocrisie, tentando di mistificare, di mascherare la pericolosità e le strategie speculative anche con la garanzia di enti di "ispirazione cristiana". QUI, SIA CHIARO, CRISTO NON C'ENTRA NULLA!". Anzi, quando chi ha fede capirà l'inganno e l'illusione che albergano sotto questo tentativo, chiederà proprio a coloro che hanno deciso di seguire le orme di Cristo il perché abbiano voluto appoggiare, garantire perfino, un progetto del genere. Abbiamo il dovere di far sentire la nostra voce e dare a tutta la popolazione pedemontana informazione corretta di questo ennesimo tentativo di tradimento lucroso del territorio. Occorre far sentire con autorevolezza, coraggio e determinazione il proprio sdegno, ad iniziare da chi questo progetto ha concepito ascoltando il canto di quelle sirene pronte a cavalcare ogni vera opportunità di guadagno a prescindere dalle conseguenze vere, spesso assolutamente negative, che nel tempo continueranno a riversarsi nell'ambiente impoverendolo, devastandolo con monocolture ed ogni altra sozzura bruciata oltre i liquami, con l'immissione enorme di energie chimiche sul terreno sotto forma di fertilizzanti, diserbanti, con odori, rumori, traffico, vincolo di terreni per decenni, aumento degli affitti agrari, malgrado nessuno possa garantire, oggi più che mai, la stabilità degli incentivi per lunghissimi periodi previsti da questi progetti. La mente di questa operazione è certamente politica. Bisogna evidenziarla e fare pubblicamente esporla e capire anzitutto con quali ESPERIENZE PRECEDENTI si presta a governare da regista occulto questo tentativo di insediamento industriale tra l'altro a poco più di 1000 metri dalla nostra Oasi S. Daniele. E vanno informati i giovani dell'Istituto Canova, perché capiscano a cosa si stanno prestando i loro docenti, magari anche in assoluta buona fede. So che farete e faremo del tutto per vincere questa ennesima battaglia. Bisogna unire tutte le associazioni che lottano per le molte criticità presenti nel nostro territorio pedemontano tra Brenta e Piave e insieme combattere tutte queste sofferenze, paese per paese. Lo abbiamo capito tutti:  c'è una nuova consapevolezza che sta sorgendo in noi dopo anni ed anni di lotte per difendere questo MAGNIFICO TERRITORIO CHE, CAPIAMOLO BENE, NON APPARTIENE A NOI, MA SIAMO NOI CHE APPARTENIAMO A QUESTA TERRA E QUALUNQUE OFFESA SI RECHI AD ESSA RICADRA' INESORABILMENTE SU DI NOI, SULLE NOSTRE COSCIENZE, SULLA NOSTRA SALUTE, SULLA NOSTRA ECONOMIA, SULLA QUALITA' DEL NOSTRO VISSUTO QUOTIDIANO. Finché un minimo di energia rimarrà in me, sarò con voi, al vostro fianco, per ostacolare chi, con ostentata potenza, ritenendosi forse ormai "al di sopra di ogni sospetto e contestazione", intende esercitare il potere tradendo quel sudore, la fatica per secoli espressa dalla nostra gente, che ha portato questo gioiello di bellezza fino ai nostri giorni e che abbiamo il dovere di preservare, di accudire, di custodire, di amare, di indirizzare al bene comune, nel nome della legalità, della giustizia, della cosciente volontà di onorare tutti quelli che ci hanno rpeceduto, quelli che vivono qui oggi con noi e quelle generazioni che ci giudicheranno nei prossimi anni a partire dalla qualità di vita che tra questi colli e queste prime balze montuose riusciamo per loro a preservare. E se non dovessi più farcela, le parole e la testimonianza di questo indegno servo di Dio, servo del Creato, rimarranno con voi, affinché contribuiscano a far sì che IL PROFITTO, L'IGNORANZA ED IL POTERE NON SNATURINO PIU' L'UOMO E LA MADRE TERRA CHE LO HA COSI MIRABILMENTE ED AMOREVOLMENTE GENERATO.

San Zenone, 4 Ottobre 2011 - giorno dove si ricorda San Francesco, Patrono mondiale dell'ecologia.

Diacono Bruno Martino - Presidente Associazione Sentieri Natura "Parco degli Ezzelini", S. Zenone degli Ezzelini (Treviso)

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi S. Daniele a Liedolo è ancora in pericolo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Martedì 04 Ottobre 2011 06:22

Grazie Elio, grazie Giacomo per i vostri interventi. Prego comunque evitare termini che non sono proprio...indispensabili per esprimere il proprio parere. Apprezzo comunque lo sdegno con il quale Elio si esprime di fronte a tentativi del genere che tendono solo a rafforzare la "subalternità dell'agricoltura". L'industria arrogante non pensa proprio al bene del singolo agricoltore ed i benefici economici li tiene per sé e poco si interessa delle ricadute negative che anche a lunga scadenza si vanno progressivamente a riflettere sul territorio malgrado le affermazioni tecnicistiche ed acculturate ben espresse nei progetti presentati con il fiocchetto rosa, come regali natalizi in tutti gli ambiti che dovranno esaminarli.

E proprio come pacco dono qualche politico a braccetto con l'industria, e possiamo anche immaginare chi, ha confezionato questo "bel dono" per la pedemontana.

Ma sono certo che il Sindaco Cunial farà un passo indietro perchè capirà ben presto che l'industria è molto abile e seduttrice nel vendere all'agricoltura "LE STESSE CORDE CON LE QUALI DOVRA' IMPICCARSI" perchè, come emergerà dalla prima riunione ufficiale del Comitato Oasi, della popolazione e degli amministratori del Comune di San Zenone Zenone, venerdi 7 Ottobre, "Il biogas  è una trappola" nei processi industriali come in questo progetto, una trappola "a tempo", per l'economia locale, perchè rafforza la monocoltura, per i costi del fertilizzanti che lievitano oltre misura, per il combustibile variegato che dovrà usare, per il  traffico,gli  odori,i  rumori, la conseguente e crescente speculazione fondiaria che genera, a scapito dei piccoli impianti che sarebbero invece, come detto precedentemente, l'ideale per il territorio. Questi impianti industriali sono solo speculativi e sono sempre il risultato del connubio, a volte purtroppo malsano, tra politica ed industria.

Interrogatevi, a chi andranno i profitti di questa proposta? Alla popolazione pedemontana? No, ne avrà solo fastidi e vedrà deturpato il proprio ambiente per l'ennesima volta. Andranno agli allevatori? No, vedranno progressivamente salire gli affitti rurali, aumentare il prezzo dei fertilizzanti, compromesso il proprio territorio e divenire sempre più assoggettati alle regole di quei pochi che continuano a riempire le proprie tasche in barba a chi in quel territorio vive da secoli e da secoli è si vede costretto a soccombere di fronte a "chi può" e che perennemente trama, con pensiero inarrestabile, per capire come su quel territorio speculare.

Ma ogni cosa sta per venire fuori e nessuno potrà sottrarsi né alle sue responsabilità dirette sulle proposte presenti, sulle evidenti ricadute negative nel tempo e nemmeno sul suo passato, specie se ha agito illecitamente nei confronti di progetti di sfruttamento dell'ambiente e del nostro territorio.

Cerchiamo di lottare tutti uniti affinché si arrivi a riportare l'attenzione sui piccoli impianti, a misura d'ambiente e degli allevatori e che a loro rimanga il beneficio che localmente si riesce, specie in questi tempi di immani difficoltà, a generare.

Ricordiamoci che il problema principale è quello di salvaguardare e di amministrare con giustizia e legalità quel Creato che il Signore ci ha mirabilmente affidato e che noi continuiamo spesso a tradire.

Un caro saluto a tutti. Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi San Daniele di Liedolo è ancora in pericolo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Venerdì 30 Settembre 2011 06:19

Carissimo Carlo, grazie per il tuo prezioso intervento. Grazie anche a Elio de Bon, che aveva inviato un altro splendido articolo.

Purtroppo le notizie che mi stanno arrivando confermano che si tratta NON di un piccolo impianto che, credo anch' io, per uso strettissimamente famigliare o di due-tre allevatori DEL LUOGO insieme, costituiscano il futuro dell'energia "pulita", rinnovabile, in questo settore.

Bensì si tratterebbe di un VERO E PROPRIO INSEDIAMENTO INDUSTRIALE, pronto a servire un'area di ben 40 chilometri quadrati. Un pericolo vero per il territorio pedemontano e non penso che bastino i liquami ad alimentarlo. Immaginatevi, in queste stradine, autobotti e camions che arrivano da tutte le parti, sgocciolando, intasando, sollevando polveri etc etc.

Dobbiamo essere disincantati. E' una operazione industriale che si intende realizzare SOLO PER CREARE GRANDE PROFITTO, a scapito di un'area pedemontana che è già sottoposta a tante piccole,medie e grandi criticità e che, ripeto, per propria vocazione, proprio nella natura da conservare intatta, nel turismo "alternativo", nei percorsi della cultura classica, negli itinerari eno-gastronomici, nella bellezza del suo paesaggio, nelle piste ciclabili, nell'ospitalità in famiglia, negli agriturismi, nei sentieri natura, oasi e quant'altro di bello e di rispettoso possiamo offrire al visitatore, PUO' SODDISFARE LA PROPRIA VERA VOCAZIONE E AFFRONTARE IL FUTURO ED IL PROPRIO DESTINO.

Questa area tra il Brenta e il Piave, tra il sistema collinare "asolano" e le pendici del Monte Grappa, non può più sopportare il peso di una viabilità esasperata, di insediamenti industriali ed agricoli intensivi.

Occorre che la popolazione pedemontana si renda consapevole di questa fragilità e di questo ulteriore affronto, che abbia un quadro di tutte le situazioni di sofferenza del territorio, dal co-inceneritore di Pederobba, alle cave (da SEMPRE fonti di guadagno non sempre leciti), del Pareton a tutte le altre criticità presenti a macchia di leopardo in questo ambiente unico per storia, cultura, tradizione, bellezza, natura, dignità della fatica sociale stratificata nei secoli dai suoi abitanti.

Sarà utile una riunione dei Comitati, delle Associazioni e degli abitanti dei paesi dell'intera area, cosa che ho sentito con piacere  si stia già organizzando. Sarà utile incontrare gli amministratori locali e principalmente I GIOVANI DELLA PEDEMONTANA DEL GRAPPA, gli studenti in particolare che ancora hanno in loro il significato genuino della natura che ci circonda, conservano nello scrigno della loro sensibilità la consapevolezza che occorra, oggi più che mai, acquisire un nuovo stile di vita, una nuova sobrietà, che occorre responsabilizzarsi fino in fondo per difendere gli ultimi lembi del nostro territorio ancora non aggrediti dalla speculazione, dall'ottica ignorante ed arrogante di chi sa ben mascherare i propri istinti di predazione e di guadagno ad ogni costo speculando in ogni modo sulle ultime possibilità offerte dal territorio.

Che ben vengano, ripeto, anche in questo territorio, dotazioni di impianti di biomassa famigliari per smaltire i propri liquami, come ben afferma Carlo Grigolon nel suo commento di ieri. Ma dice ancora bene quando sottolinea la necessità di contrastare fortemente i grossi impianti industriali di questo tipo.

Per non dire poi che quest'impianto, da quanto ancora mi comunicano, SOERGEREBBE A POCO PIU' DI 1000 METRI DALL'OASI SAN DANIELE realizzata dalla gente della pedemontana bloccando un altro tentativo di deturpazione e di speculazione sull'ambiente.

Anche io conto molto sui giovani e non mancherò di incontrare presto gli studenti di alcuni Comuni che chiedono spiegazioni sulle scelte dei loro docenti e dirigenti scolastici. Senza enfatizzare nulla, non mancherò di stare con loro e renderli partecipi di ogni notizia che riguarda questo ennesimo tentativo, molto ben congegnato, di creare pericolosi pregiudizi al futuro del nostro ambiente pedemontano. Saranno loro stessi a trarre le giuste conclusioni e reagire nella maniera che crederanno più opportuna.

Buona giornata a tutti. Continuate a chiamarmi. Per le lotte giuste, mai un passo indietro!!! E sono "giuste" quando sono condivise ed hanno ricadute per tutti non solo per le tasche di pochi...a danno della nostra salute e della magnifica natura che ci ospita nella nostra inimitabile (per bellezza, storia, cultura, tradizione e dignità della propria gente...) pedemontana veneta. 

Bruno Martino

 

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi di Liedolo nuovamente in pericolo) PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Giovedì 29 Settembre 2011 07:25

Carissimi tutti, ho bisogno del vostro aiuto.  Ho letto sulla Tribuna di Treviso del 27 Settembre che l'Amministrazione Comunale di Crespano del Grappa ha firmato (dichiarazione del Sindaco Cunial) "una lettera di intenti con cui diamo la disponibilità a valutare un progetto" relativo ad un "impianto di cogenerazione per trattare i reflui animali, e cioè una centrale a biomasse che andrà a smaltire i liquami - così scrive il giornalista - provenienti da decine di allevamenti della zona." E' vero che "la decisione definitiva la prenderemo dopo aver ascoltato i cittadini in una pubblica assemblea" ed è vero che sembrano coinvolte anche alcune proprietà del Lascito Fondazione Canova e vero anche che il tutto dovrebbe avere il "marchio di garanzia" dell'Istituto Cavanis-Collegio Canova di Possagno che ha offerto "la propria collaborazione per realizzare un piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili come un modello valido per l'intero territorio della Pedemontana del Grappa". Vero infine che partecipano al progetto anche la Ascomac Servizi srl e la società Power Ventures srl.

E' vero, proprio vero vero, però, che tutta la popolazione pedemontana ha vissuto e sta vivendo tanti, troppi traumi ambientali. Offese vere e proprie ad un territorio che ha, per propria storia e conformazione ed assetto idrogeologico, un destino ed una vocazione assolutamente altri del territorio a sud della dorsale delle colline asolane. La fragilità dell'ecosistema a Nord di questo amene colline, tra il Brenta, il Piave ed il Massiccio del Monte Grappa, ha bisogno di uno sguardo più prudente, ampio e condiviso non solo dalla popolazione di un singolo Comune o di un singolo Ente, ma da tutta la popolazione, Associazioni,  Enti e Comuni compresi in questo scrigno di splendore ambientale, quando si trattano progetti come quello in oggetto.

Occorrerebbe quindi, secondo me, una valutazione collegiale sull'opportunità  di questo progetto, sulle sue potenziali ricadute negative, considerarle accanto a tutte le altre situazioni di criticità ambientale del territorio, tenendo presente anche la sua effettiva ubicazione che potrebbe essere, da quanto ho sentito, ma occorre ben verificare, proprio nell' area dell'Oasi S. Daniele di Liedolo. Come non bastessero le offese che proprio a quest'Oasi la popolazione pedemontana ha risparmiato battendosi con encomiabile coscienza civica ed ambientale, contro i potenziali scempi che avrebbero comportanto prima il progetto della realizzazione della discarica di fanghi industriali di tipo 2B proprio nel territorio dove invece la lotta popolare ha inteso realizzare (e felicemente realizzato) la splendida Oasi S. Daniele e poi combattendo le pretese di alcuni altri soggetti nel Comune di Borso del Grappa di edificare, proprio lì accanto all'Oasi, un altro impianto simile - ma bisogna verificare ripeto - a quello ora prospettato dal Comune di Crespano del Grappa. Sono certo che anche l'Amministrazione Comunale di San Zenone degli Ezzelini non mancherà di dare il proprio contributo di sempre e, se malauguratamente dovesse occorrere, non si risparmierà nel cavalcare quest'ennesima potenziale sfida al nostro terriitorio. Ma, ripeto, è ancora tutto da capire e considerare.

Credo molto che  l'Istituto Cavanis non permetterà mai, qualora gli estremi di questo progetto facessero presagire offesa al territorio, di poter realizzare un qualsivoglia scempio a discapito del benessere della popolazione del pedemonte che ha sempre avuto un rapporto meraviglioso con questo benemerito Istituto. Questo proprio per quanto citato nella delibera di Giunta del Comune di Crespano, quando, parlando dell'Istituto Cavanis, cita la sua "ispirazione ai valori cristiani". Sì credo anche io che questa possa essere la maggiore garanzia. Come diacono, facente parte della Commissione per la Salvaguardia del Creato della Diocesi di Treviso, credo proprio che, a fronte di specificità che contraddirebbero parametri strutturali del "Piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili che consenta di immaginare un modello valido per l'intero territorio della Pedemontana del Grappa", l'Istituto stesso ritirerebbe qualsivoglia garanzia di principio eventualmente espressa formalmente a favore di questo specifico progetto.

Intanto mi occorre il vostro aiuto, quello della popolazione pedemontana e di tutte le associazioni ineteressate, per guardarci dentro meglio e insieme, ed insieme naturalmente all'Amministrazione Comunale di Crespano del Grappa ed al Sindaco Cunial, al Lascito Fondazione Canova ed all'Istituto Canova-Collegio Canova di Possagno.

Attendo,anche privatamente, un contributo di idee e di notizie da voi. So che siete sempre tanti a leggermi e ad entrare in questo sito. Un abbraccio fraterno a tutti.

Diacono Bruno Martino, Presidente Associazione Sentieri Natura "Parco degli Ezzelini" - San Zenone

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Settembre 2011 12:23
 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 26 Settembre 2011 07:01

Un altro grande dono: abbiamo di fronte un'altra settimana colma di opportunità per vivere e diventare dono... e l'unica maniera per diventare un dono è quello di porgere il proprio "profumo" a tutti, proprio a tutti, nessuno escluso, iniziando da chi ci cammina accanto, da coloro che fanno più fatica a proseguire e ad acquisire la consapevolezza che bisogna andare ... un pò più in là, insieme, oltre... Caro François, grazie per le tue domande e l'assidua frequentazione al sito ed al blog. Iniziamo con la Polmonaria che dapprima ci offre, su raggi di giovane luce primaverile, i fiori rosa che poi, maturando (maturare per me vuol dire divenire concretamente consapevoli del volto della solidarietà da dare alle nostre ambizioni...), virano in un bell'azzurro chiaro e poi al viola-pallido (quindi tra i colori più spitiruali...). Non credo proprio che la differenza dei colori sia da attribuire ad un diverso agente/insetto impollinatore ma proprio al desiderio del fiore di deporsi, prima nel concreto, con il romantico, premuroso rosa, ai piedi dell'Universo, onorando il richiamo della storia... nella concretezza del vivere. Poi, soddisfatto nel concreto della fencondazione del divenire della vita, si dona a quell'eternità che l'attende vestendo la livrea azzurrino-violetta che la proietta nel cielo dei suoi sogni  più profondi e delle sue attese. Naturalmente non è proprio la spiegazione che tu attendevi. Anzi non è nemmeno una spiegazione. Avrei potuto e dovuto drti solo che...i primi fiori della Polmonaria sono di colore rosa e poi, invecchiando, diventano azzurrino-violetto, ma proprio non mi andava di risponderti telegraficamente e in questa modo...così povero e riduttivo... Riguardo poi alla domanda sulle rosette basali della Borsa del pastore, ripondo a te come ho risposto da sempre: le piante dapprima vanno determinate esaminandole in tutto il corso dell'anno, prima solo rosetta basale, poi con il fiore, seme e quindi nella loro completezza iniziando dalle famiglie a "fiore manifesto". Poi si può cominciare a particolareggiare magari accompagnandosi con qualche buon testo di Botanica Sistematica. Ma la verità è solo con l'esperienza sul campo, con lo studio costante ed appassionato, con la perseveranza, con metodo e con la fatica dello studio e dell'osservazione amorevole e paziente che si arriva all'esperienza che serve per  riconoscere una piante solo dalla rosetta basale, Nella maggior parte dei casi non è difficile, ma bisogna aver metodo e voglia di cimentarsi nel concreto e magari costruendosi un erbario di riferimento. Riguardo al nome delle Famiglie, la risposta dovrebbe essere molto lunga. Ti rispondo in due modi: non è tanto il nome che crea un indizio, un carattere trasversale sotto il quale è stato posto, inventato, coniato il nome stesso. Essendo il fiore l'elemento sessuato della pianta, sono state inserite sotto la stessa famiglia le piante che avevano la stessa "sessualità", anche morfologica. Ad esempio, nelle Leguminose, anche prendendo il nome della famiglia dai Legumi che producono e dentro i quali racchiudono il tesoro dei loro semi, se tu osservi il fiore (elemento sessuato delegato alla riproduzione della pianta), tu lo trovi identico sia nelle Specie erbacee della famiglia (piselli, fave, fagioli, veccia etc.) che in quelle arbustive (Es. Ginestre, Paliurus spina-Christi etc.) e arboree (Robinia, Falso Indaco, Carrubo, Siliquastro, Spin de Croxe etc). Il Botanico che ha dato il nome alle piante (Classificatore) per la prima volta ha usato principalmente la fantasia, dando appunto alla Polmonaria questo nome perchè le sue foglie punteggiate di bianco somigliavano al tessuto dei nostri polmoni, o all'Epatica (Oci de bò) questo nome perchè i singoli lobi delle foglie trilobate appunto somigliavano alla forma del nostro fegato oppure alla bellissima Impatiens noli-tangere, Balsaminacea dei luoghi umidi delle nostre montagne,  ha dato questo nome perchè  i suoi semi sono racchiusi in un meccanismo a pressione ( come i Fiori di Vetro che abbiamo in casa) e quando tocchi questo piccolo scrigno porta - semi  i singoli setti scattano arricciandosi e proiettando in questo modo i semi più lontano possibile dalla pianta madre. E' splendido il nome di Impatiens noli-tangere, che vuol dire "impaziente, non mi toccare". Il classificatore paragonò l'impazienza di questa pianta a trasportare distante il suo dono di nuova vita, a quelle delle ragazze... di una volta... quando tenevano distante il proprio innamorato che tentava di donare loro carezze anzitempo, dicendo appunto "Impaziente, non è ancora ora di accarezzarmi...".

A me piace molto poter dialogare con voi in questa chiave fraterna, semplice, senza tecnicismi, accademismi. Tutto questo ci deve dare , consigliare, donare, un modo nuovo di camminare insieme tra noi e  a tutti gli esseri, animati ed animati, visibili ed invisibili del Creato. Ripeto e ripeterò ancora. Occore un nuovo stile di vita, di relazione, di comprensione, di accoglienza, di pazienza, di mitezza. Questa nuova sobrietà, questa rinnovata solidarietà, questa indispensabile spiritualità, devono farci caparbiamente vedere parte strutturale ed inscindibile  del tutto. E non meno importante è affermare che più noi trascuriamo, molestiamo, prediamo, devastiamo, inquiniamo, avveleniamo questo Universo, questa Creazione meravigliosa che ci rigenera anche nei pensieri e nel cuore se  abbiamo il coraggio di desiderarlo, più miniamo e mettiamo in pericolo la salute materiale e spirituale di noi stessi. E qualcuno ancora mi chiede il perché... Ma perchè, amici, fratelli cari, i sassi e le rocce dei nostri monti sono le nostre ossa, l'acqua dei nostri ruscelli e delle nostre sorgenti è il nostro sangue, il vento tra gli alberi del bosco, quest'aria così dolce di speranza, è il nostro respiro. La terra delle nostre zolle, i frutti dei nostri alberi, sono la nostra carne. il canto degli uccelli, il tuono, lo sciabordio delle onde, sono il nostro udito, la luce filtrata da quest'aria sempre più inquinata è la luce dei nostri occhi. Per questo ogni azione che metta in difficoltà l'ambiente, a questo Universo infinito che ci porta la bellezza e la concretezza dell'Eternità, si riflette irrimediabilmente anche sul nostro corpo, sulla nostra salute, sul nostro futuro.

Mi rendo conto che ho scritto tanto, e troppo... Un abbraccio a tutti voi. Non ho tempo di rileggere. Scusatemi le imperfezioni e gli strafalcioni. Scrivete sul Blog dando il vostro indispensabile contributo a questo nuovo, trasparente,azzurrino, pensiero da comporre..., da far radicare in tutti noi, e che non riusciremo a sublimare se calato a noi... dall'alto, ma solo se sorgerà come profumo astrale dalla "base" di tutti noi, direttamente dai nostri piccoli, infuocati, tenerissimi  cuori... Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 19 Settembre 2011 06:23

Naturalmente, nell'articolo precedente - e scusatemi l'errore - mi riferivo al "mitico Bruno" del WWF dei Colli asolani.... Ciao! Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 19 Settembre 2011 06:18

Carissimi tutti. Grazie, grazie per le vostre comunicazioni anche se la maggior parte sono dirette sul mio indirizzo privato di posta elettronica attraverso il blog. Ringrazio tutti delle belle parole e del consenso che esprimete. Un ringraziamento, un saluto particolare alle brave maestre dell'Asilo S. Giuseppe di S. Zenone che incontrerò volentieri domattina ed anche al Presidente del WWW dei Colli Asolani, il mitico Bruno che avrò invece la gioia di rivedere sabato all'Oasi S. Daniele. Tanto interesse mi conforta anche se avrei bisogno del vostro aiuto disquisendo insieme a voi su qusto blog "pubblicamente". Il vostro apporto, anche solo di "buon senso" è fondamentale perchè si prenda la "strada giusta". E' solo l'energia che parte dalla "base", da noi, gente comune, che può farci realizzare un nuovo rapporto "con le cose", con le persone, con la natura, con la mondialità. Questi quattro nuovi rapporti da realizzare corrispondono alle grandi dimensioni fondamentali dell'umanità, come ben dice p.Adriano Sella. E cioè "il mondo dell'economia (le "cose"), il mondo affettivo e relazionale (i beni relazionali), il mondo dell'ambiente (la natura), il mondo dei popoli (la mondialità)".

Cerchiamo di approfondire il sentimento necessario, l'ascolto e lr riflerssioni utili per tentare di prendere, insieme, la strada giusta. Attenderò poi le vostre riflessioni in merito...

Parliamo intanto della "natura", del Creato.Noi uomini tutti siamo chiamati a coltivare e custodire, per il benessere, per il bene e la sussistenza di tutti gli abitanti della terra, il bel mondo dentro il quale il buon Dio ci ha posto come amministratori e custodi del territorio in cui viviamo e dell'universo intero, non come padroni e sfruttatori irragionevoli ed arroganti. Abbiamo bisogno di una trasformazione interiore, di un cambiamento radicale, nella nostra cecità di inquinatori e sfruttatori dell'ambiente per potere o per interesse. Siamo deturpati da queste aberrazioni nel nostro cuore e per nostra ignoranza e durezza, e dobbiamo svuotare noi stessi dalle nostre ambizioni ed accedere ad un nuovo pensiero per abitare la terra con amore, pace, serenità e prosperità per tutti.

C'è bisogno, come ho già detto, di una nuova sobrietà da umiltà, bisogna essere consapevoli di trovarsi di fronte a qualcosa di immensamente più grande di noi, come l'universo, ed inginocchiarsi, deporsi ai piedi di questo mistero infinito, di questa meravigliosa ed infinita complessità del Creato, custodendolo, amministrandolo con giustizia, legalità, sapienza, buon senso, lungimiranza. E tutto ciò che riguarda ogni realtà ed ogni territorio del nord e del sud, riguarda tutti gli esseri animati ed inanimati che li costituiscono e che come noi sono stati creati ad immagine e somiglianza di Dio. Di fronte al Creato grandi e piccoli della terra devono genuflettersi senza superbia, senza odio, amandolo come bisogna amare il prossimo, convivendo fraternamente e filiarmente con la natura che è icona stessa della grandezza, magnificenza, forza, immensità di Dio.

Le nuvole sul Monte Grappa, in quest'alba, sono scure ed il vento e la pioggia si stanno abbattendo anche su questi poveri miei pensieri e povere mie parole, come volessero sradicarle dalla nostra relazione, toglierle dall'orizzonte... nel nostro tentativo di camminare insieme, di "andare oltre". Ma noi non dobbiamo essere ostaggio della paura, mai, ma usare questa "emozione" per svuotare noi stessi per  fare entrare la Sua  Luce, unica vera guida al nostro cammino. Ma come si può aver paura..., dice qualcuno,  "se abbiamo Dio come amico?".

Un forte abbraccio, anzi più forte, a tutti voi, proprio a tutti, nessuno escluso.  Scrivete!!! Buona settimana. Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 12 Settembre 2011 06:12

Grazie infinite François per esserti messo in cammino insieme a noi. Nelle tue parole, note che musicano il pentagramma della tua vita, c'é tutta la melodia necessaria per...andare oltre. Mi auguro che altri "escursionisti" abbiano lo stesso desiderio di esplorare, attraverso la propria esperienza di vita, questo fondamentale tema dell'Ecologia e della Salvaguardia dell'universo. Ho accennato, in un pensiero vagamente "etico-centrico", del principio "dell'alterità", di vedere nel servizio ad ogni volto, ad ogni "corolla" che incontriamo, a prescindere dalla sua conoscenza, il primo vero passo per un pensiero nuovo, per uno stile nuovo di relazione con il Creato che ci circonda e con ogni essere, animato o inanimato, visibile o invisibile, che lo abita. Responsabilizzarsi di ogni cosa e di ogni essere, di ogni atomo, di ogni battito d'ali di ogni farfalla, di ogni battito di ciglia di ogni uomo, prima ancora di conoscerlo, prima ancora di...incontrarlo, vuol dire entrare in quella valle dove la vita profuma di pace, dove ogni nostro gesto, desiderio, parola, hanno il volto della solidarietà, dell'amicizia vera e universale. Serve un nuovo stile nella accoglienza e nella nostra responsabilizzazione aprioritaria nei confronti della vita animale e vegetale e dell'universo intero. Non abbiamo molte altre scelte su questo piano etico. Tra l'altro, e non è secondario ciò che sto per dire, quando si parla di consumismo, di modello di vita sociale che inquina ed indebolisce progressivamente il cosmo, la natura, il Creato che dir si voglia, si parla anche della salute di ognuno di noi. L'inquinamento del suolo, delle acque, dell'aria, continuerà . L'antropizzazione selvaggia, la speculazione edilizia, continueranno a colpire l'assetto idrogeologico di ogni territorio da "sfruttare", inesorabilmente, con sempre maggiori devastazioni. Bisogna tenere conto che tutto questo si rifletterà sulla nostra salute, fisica e psichica, su quella degli animali, su ogni altra forma di vita, perchè, ripeto, siamo noi il Creato, siamo noi, l'universo, siamo noi la natura.

Anche il livello "etico", il nostro contegno morale nei confronti del problema ecologico, non è sufficiente per tentare di affrontare il futuro dell'ecologia mondiale. L'atteggiamento predominante dell'uomo rimarrà quello del predatore nei confronti dell'ambiente, sempre, in ogni luogo, ad ogni livello sociale. Occorre fare ancora un passo in avanti.

Non può essere un passo guidato dal solo sentimento civico, sociale, umano, scientifico, tecnico, biochimico, evoluzionista. Correremmo il rischio che questo pensiero "etico" o puramente "sociale", pur importante, determinante sotto certi aspetti, degeneri continuamente in legalismo, moralismo, efficientismo, razionalismo, buonismo ed abitudini comportamentali di contenimento anziché di realizzazione gioviale dell'esistenza in riverente e tenera relazione verso tutti gli esseri e verso tutte le "cose" di questo Universo infinito che attende il nostro vero "risveglio"...

Occorre andare più in là..., occorre andare...oltre...

Invito i nuovi visitatori del sito a leggere gli articoli precedenti perchè il nostro umile sforzo di dialogare insieme su questo tema diventi più comprensibile.

Un abbraccio farterno a tutti. Ma proprio a tutti. Nessuno escluso.

Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Lunedì 05 Settembre 2011 06:50

Ma che bel lunedi! Oggi è la pioggia che ci parla, una necessaria benedizione da un cielo che desidera per noi una settimana intima, non distratta dall'eccessiva...luminosità. I nostri prati torneranno ad essere verdi, le lumachine a brucare i nuovi germogli ed i contadini tireranno finalmente un sospiro di sollievo... Per quanto concerne la nostra riflessione, vorrei fare, o almeno tentare di fare..., ancora un passo avanti, dando un indirizzo "etico-centrico" alla mia veloce analisi sul tema della Salvaguardia dell'Universo, o  del Creato, per coloro che...preferiscono questo termine.  L'ambito della morale, come complesso di comportamenti virtuosi provocati dalla disciplina necessaria ad onorare le scelte etiche poste come luce della nostra vita, può forse essere un "livello superiore" ed il punto di incontro tra le varie culture, tra laici, atei, religiosi di tutto il mondo e di tutte le dottrine. Parlare di "etica dell'ecologia" presuppone comunque una immediata acquisizione di responsabilità nei confronti del Creato, quindi del nostro pianeta, del nostro universo. Molti antepongono, in questa cultura delle convenienze, la conoscenza all'acquisizione di responsabilità. "Io ti aiuto se ti conosco" - solitamente è questo il criterio di riferimento di ogni opportunista che si rispetti, specie se qualcuno cerca voti o qualsivoglia forma di complicità. Mai più ti aiuto se appartieni alla corrente opposta o se non ne ho un ritorno o, peggio ancora, un tuo asservimento incondizionato. Il samaritano aiutò il ferito perché lo conosceva? Acquisì la responabilità della sua condizione (era stato assalito dai briganti, malmenato, ferito, gettato sul ciglio della strada...) perché ne sapeva la provenienza, nome, appartenenza religiosa e politica? No. Non si curò di lui perché lo conosceva e quindi avrebbe potuto calcolare un suo tornaconto, ma lo conobbe - nel senso più vero e profondo del termine - perché si responsabilizzò di lui. Diceva Emmanuel Lévinas, proponendo un progetto di "alterità come etica della relazione", che responsabilizzarsi del volto di ogni altro e della sua sofferenza, senza prima conoscerne il nome, voleva dire dare sacralità, trascendenza a quella relazione. Questo si potrebbe applicare anche al Creato, cioè resposnabilizzarsi del nostro ambiente come prima nostra decisione, come cellula germinale di ogni nostra azione, adesione a qualsiasi linea di pensiero.  Desidero in questo mio intervento di oggi, quindi, rimarcare a voi tutti la necessità che questa acquisizione di responsabilità preceda ogni nostra scelta. E' veramente necessario sviluppare un sentimento molto più ampio, coraggioso, profondo: responsabilizzarsi di ogni volto umano, scolpito ognuno dalla propria fatica del vivere, e responsabilizzarsi del Creato, della Natura e di ogni suo singolo componente, animato ed inanimato, visibile ed invisibile, come primo passo, come nostra scelta, come premessa fondamentale del nostro esistere, del nostro comprendere, del nostro operare in una ambiente, in una natura della quale, come ho già detto, siamo un tutt'uno inscindibile, indispensabile, di un Universo del quale siamo figli e fratelli...

Buona settimana a tutti. Scrivete! Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Martedì 30 Agosto 2011 06:26

Carissimi tutti. Con piacere noto che i visitatori del sito sono sempre tanti e continuano a crescere progressivamente di numero. Grazie!!! Nel mio blog però tutti leggono e pochi hanno il coraggio di palesare le proprie idee che invece potrebbero regalarci spunti nuovi, interessanti, indispensabili per formulare, per quanto possibile,  un pensiero condiviso in materia di "ecologia e salvaguardia dll'universo". Vorrei in questo articolo riepilogare quanto analizzato in questo primo ambito di discussione che ho definito di "pensiero antropocentrico". La domanda rimane questa: "E' possibile che l'uomo, malato di potere, successo, visibilità, consumismo, da solo riesca ad interpretare, decodificare, il mistero dell'universo? E' possibile che riesca ad evolvere positivamente così tanto il suo sentimento da riuscire a proteggere la natura che lo circonda e che lo comprende, rispettare e rispettarsi, accompagnarsi a tutti gli esseri e le cose in un cammino senza fine verso l'eternità che a braccia aperte attende infine un nostro pensiero nuovo, rinnovato, un nostro respiro più ampio ed assennato?" Ed ancora: "è vero che stia sorgendo finalmente in noi la consapevolezza del fallimento della nostra illusione di vivere sfruttando senza alcun rispetto e predando le risorse del pianeta? E' vero che un nuovo sentimento, una nuova sobrietà, la consapevolezza di dover ricapitolare l'ordine dei nostri valori e delle nostre priorità, il desiderio di un nuovo stile di vita e di relazione si stiano facendo strada nel nostro sentimento più profondo?". Io penso di si. Credo stia lentamente emergendo la necessità in ognuno di noi di riscoprire il legame vero che tiene unito l'universo, del quale non è sufficiente misurare tecnicamente, scientificamente i numeri ed i processi perchè comunque l'uomo sarebbe incapace di sfuggire a se stesso ed alla sua innata "stoltezza".  Per sua intima predisposizione, e dobbiamo ammetterlo, l'uomo, purtroppo, non è contenibile nella sua vanità e nelle sue bramosie. E' stordito dalla ricerca della sua identità, della sua affermazione sugli altri suoi simili e su tutto il Creato. La verità è che le scelte e le decisioni dell'uomo di ogni tempo, di ogni cultura, di ogni religione, vanno di fatto speditamente verso la realizzazione di ricchezza, ripeto, potere, controllo, dominio ad ogni costo, anche se ciò porta morte, devastazione, povertà diffusa, ogni sorta di crimine appunto per la sua affermazione.  E la colpa non è solo dei "politici" e dei "potentati" del pianeta, ma anche nostra, di tutti noi, quando ingrossiamo il loro ego ed il loro portafoglio chiedendo, a qualsiasi prezzo, favori e complicità a tutti loro nella discrezione degli uffici pubblici e privati. Di fronte al potere, al guadagno, non si è mai fermato nessuno e mai nessuno si fermerà. L'attitudine dell'uomo è quella di tradire se stesso, i suoi simili, la natura. E' questa predisposizione al tradimento un fattore costitutivo che mai metterà l'uomo in condizioni di salvare se stesso, il pianeta, l'universo. Vi rendete conto che non bastano delle semplici "istruzioni per l'uso", per quanto comunque oggi necessarie, per rimediare alla devastazione in corso che aumenta a dismisura negli effetti con il passare degli anni, proprio come...i chicchi di riso nella scacchiera cinese...che si raddoppiano ad ogni casella? Occorre andare più in là... Occorre andare "oltre", capire forse che il disegno dell'universo infinito, degli esseri animati ed inanimati, visibili ed invisibili, appartiene ad un progetto troppo grande per la nostra presunzione di riuscire a comprenderlo. Una considerazione mi conforta: ci sono sempre stati uomini nel nostro pianeta chiamato "Terra", questo vascello che naviga (con noi a bordo)  tra gli infiniti spazi siderali, che hanno avuto intuizioni profonde, promulgato principi di fratellanza, di amicizia, uomini e donne che hanno pensato questo nostro pianeta come un'oasi di pace, di aiuto, di servizio e sostegno vicendovole e premuroso, una mensa imbandita per tutti, proprio tutti, nessuno escluso. Donne e uomini iluminati,  con principi etici profondi, con sentimenti e modi pacifici, non violenti, che ci hanno lasciato riflessioni sociali e spirituali indispensabili per la nostra esistenza e che forse fino ad oggi non abbiamo mai pensato di porre al centro della nostra vita, della nostra storia, della nostra cultura, del nostro agire, del nostro desiderare, del nostro destino.

Quale il vostro pensiero in merito? Per me intanto occorrerebbe ampliare la nostra riflessione passando da una analisi "antropocentrica" ad un'altra "eticocentrica" e scoprire se questo nostro sforzo riuscirà a farci camminare "più agevolmente" insieme, a camminare... oltre... Un fraterno abbraccio a tutti. Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Mercoledì 24 Agosto 2011 07:07

Carissimi, eccomi qui con voi dopo qualche giorno di stelle alpine sulle nostre montagne di Asiago. Grazie ai tanti, anzi tantissimi visitatori sempre presenti in questo sito e grazie a coloro che stanno interagendo con il mio blog cercando di disquisire sul tema della Ecologia e Salvaguardia del Creato. Grazie ad Elio de Bon che, con schiettezza encomiabile,  assevera l'importanza di questo tema e della necessità di agire fuori da pensieri populisti, fuori dalle argomentazioni mestamente teoriche non seguite da un nuovo stile di vita, di relazione, di sobrietà, di comportamenti che possano a noi, piccoli granelli di sabbia, dare l'opportunità di cambiare infine il colore di questa immensa spiaggia di un oceano che abbraccia tutto l'universo. Quale è la suprema ironia dei nostri giorni? E' esattamente la volontà di dominare su tutto facendo noi stessi dei... dominati e assoggettati agli imperativi di un pianeta, di una Terra degradata. L'utopia di migliorare la condizione umana attraverso la civiltà dei consumi a qualsiasi costo, ha peggiorato invece la qualità della vita. Il sogno di una crescita illimitata ha prodotto il sottosviluppo dei due terzi dell'umanità; la voluttà di una utilizzazione ottimale delle risorse della terra, di fatto una vera e propria predazione irresponsabile e cieca, ha portato all'esaurimento dei sistemi vitali ed alla disintegrazione dell'equilibrio ambientale. Sia nel socialismo che nel capitalismo è stata intaccata la base della ricchezza che è sempre e solo la Terra  con le sue risorse ed il lavoro umano. Il pianeta si trova oggi in avanzata fase di esaurimento, mentre a causa della rivoluzione tecnologica, della informatizzazione e della robotizzazione, non c'è più bisogno di lavoro e di creatività ed i lavoratori vengono esclusi perfino da quell'esercito di riserva costituito dal lavoro sfruttato. Entrambi, terra e lavoratore, si trovano feriti e sanguinanti pericolosamente. Ma, ripeto, c'è una nuova consapevolezza che comincia a farsi strada in questa profonda ed irreversibile crisi. Ci eravamo persi tra macchine, economie virtuali, dati di borsa, strutture industriali invadenti ed articolate,  rinchiusi in uffici con aria condizionata e fiori di plastica, nel nido di case circondati dal calore di elettrodomestici e con l'infinito a portata di mano di Internet e del televisore.  Sta sorgendo in noi la consapevolezza del fallimento di questa illusione, della necessità di ricapitolare l'ordine dei nostri valori e delle nostre priorità, di andare oltre il delirio di onnipotenza dell'uomo che rimane e rimarrà incapace da solo di modificare sostanzialmente questo stato di cose e questo modello di società. La decrescita in corso può essere una vera occasione per cambiare rotta, andando più in là, oltre il senso che fino ad oggi abbiamo inteso dare alla nostra vita. E' necessario individuare una via più sobria che ci porti ad una nuova meta.

Mi piacerebbe molto che altri amici camminassero con noi in questo percorso dialogico dove ognuno dovrebbe riuscire a  scroprire in se stesso la necessità di esprimersi, per dare un volto a questa nuova meta da raggiungere insieme, solo insieme, tutti insieme, nessuno escluso. Per far questo, abbiamo la necessità di andare... oltre le nostre logiche e le nostre "verità" computerizzate che ci sostengono in quest'oggi illusorio e fuorviante.

Un abbraccio a tutti. Bruno

 
ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO PDF Stampa E-mail
Scritto da Buno Martino   
Mercoledì 17 Agosto 2011 07:56

Bella riflessione di Elio de Bon. Grazie! Il modello, in termini di logica di vita quotidiana, continua ad essere questo: l'importante è accumulare un gran numero di mezzi di vita, di ricchezza materiale, di beni e servizi, al fine di poter sfruttare il breve nostro passaggio su questo pianeta. A realizzare questo progetto, con la maggiore velocità possibile, ci aiutano: la scienza, che conosce i meccanismi dell'Universo e del nostro pianeta, e la tecnica, che opera interventi sulla terra e nel Cosmo a vantaggio degli umani. Si cerca pertanto, a qualsiasi costo, senza rispetto alcuno per questo nostro mondo, il massimo vantaggio con il minimo investimento nel più breve tempo possibile, abbracciando spesso ogni disvalore pu di vedere realizzate le proprie ambizioni di profitto.

Gli idoli della storia chiedono sacrifici continui e non solo "umani" all'altare del consumismo.

L'uomo, in questa pratica culturale, si ritiene al di sopra delle cose delle quali dispone secondo la propria logica e convienienza, per proprio "uso e consumo". Non si ritiene mai uno che si trova "insieme" con le cose, che "cammina" con esse, non si sente mai membro di una comunità più vasta, il Creato stesso, non sente la sua appartenenza ad una comunità planetaria e cosmica. L'effetto finale, oggi solamente visibile ed inconfutabile, è quello ben espresso da una frase attuibuita a Gandhi: "La terra è sufficiente per tutti, ma non per la voracità dei consumisti...".

In questa situazione, amici cari, sceondo voi cosa significa...  "camminare... oltre"?

Un caro abbraccio a tutti voi.

Bruno Martino

 
« InizioPrec.12Succ.Fine »

Pagina 1 di 2
FOTO NR.127 GIAGGIOLO DACQUA.JPG

Chi è online

 23 visitatori online
Nordic walking montegrappa.jpg
sinwmontegrappa.jpg

Sognando.... in fiore

Gallerie Fotografiche


Copyright (C) Bruno Martino e Associazione Montegrappa.org (Il materiale può essere scaricato e utilizzato previa autorizzazione e indicandone la fonte)

Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla Templates, ecommerce hosting. Valid XHTML and CSS.