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In Agosto - Settembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Bruno Martino   
Lunedì 06 Giugno 2011 11:15

Siamo già in piena Estate ed ai bordi delle strade è ancora presente qualche esemplare di Erba Viperina, che abbiamo già visto, qualche fiore di Cicoria, ed anche qualche Bocca di Leone gialla o Linaria che fiorisce già da qualche mese (Foto nr.216 - Linaria vulgaris Miller) che appartiene alla famiglia delle Scrophularaceae. A questa famiglia appartiene la Veronica d’acqua o Beccabunga ( Foto nr.217 -  Veronica beccabunga L.) che insieme al Crescione d’acqua forma dei cuscinetti nei ruscelli pedemontani. Dove troviamo, ancora in folte colonie, questi due veri e propri “indicatori biologici”, vuol dire che ancora quell’acqua e quel ruscello non sono del tutto inquinati. Nei boschi fiorisce un'altra specie di questa famiglia il Melampiro o Spigarola (Foto nr.218   – Melampyrum gr. Nemorosum L) e,  ai bordi prati accanto ai boschi, anche la Spigarola bianca e il Melampiro campestre. Ed ancora le Scrofularie, la Cresta di Gallo, che come visto comincia a fiorire già nella Primavera, ( Foto nr.219   – Rhinanthus freynii (Kerner) Fiori), la Perlina Gialla, qualche rara pianta di Graziola, già in fiore dalla Primavera (Foto nr.279 – Gratiola officinalis L), e diverse specie di Verbasco. Ve ne presento uno, il Tasso Barbasso o Verga d’Aronne che raggiunge anche i due metri d’altezza con fioriture progressive dal basso verso l’alto  ( Foto nr.220 e Foto nr.221  – Verbascum thapsus L.). Per la cronaca, diversi anni fa, ho trovato qui anche qualche piantina di Eufrasia, comunissima in montagna ma qui inesistente (Euphrasia cfr. stricta D. Wolf), che dimostra insieme alla Genziana Verna (ora qui scomparsa), al Lilium bulbiferum (molto ridotta ormai la sua presenza), ed altre specie tipicamente montane, che questa colline tra i fiumi Brenta e Piave sono colline di confine, dove dalla montagna le specie alpine scendono e tentano di colonizzare la pianura e le specie di pianura tentano di  “spiccare” il salto finale per colonizzare le prime balze prealpine. Essendo quindi “un luogo d’incontro” oltre che di confine climatico, come ho detto in altra parte di questo testo, significa che è un ambiente preziosissimo, scrigno di biodiversità e quindi di pregio e privilegio naturalistico immani.

Linaria (Foto nr.216 - Linaria vulgaris Miller) Veronica d’acqua o Beccabunga ( Foto nr.217 -  Veronica beccabunga L.) Melampiro o Spigarola (Foto nr.218   – Melampyrum gr. Nemorosum L)
Linaria (Foto nr.216 - Linaria vulgaris Miller) Veronica d’acqua o Beccabunga ( Foto nr.217 -  Veronica beccabunga L.) Melampiro o Spigarola (Foto nr.218   – Melampyrum gr. Nemorosum L)
Cresta di Gallo ( Foto nr.219   – Rhinanthus freynii (Kerner) Fiori) Graziola, già in fiore dalla Primavera (Foto nr.279 – Gratiola officinalis L)
Cresta di Gallo ( Foto nr.219   – Rhinanthus freynii (Kerner) Fiori) Graziola, già in fiore dalla Primavera (Foto nr.279 – Gratiola officinalis L)
Tasso Barbasso o Verga d’Aronne ( Foto nr.220 – Verbascum thapsus L.) Tasso Barbasso o Verga d’Aronne ( Foto nr.221 – Verbascum thapsus L.)
Tasso Barbasso o Verga d’Aronne ( Foto nr.220 – Verbascum thapsus L.) Tasso Barbasso o Verga d’Aronne ( Foto nr.221 – Verbascum thapsus L.)

Ancora in questo periodo è possibile incontrare altre tre Enule delle quali abbiamo già incontrato, in Primavera l’ Enula Glabra: l’Enula uncinata, l’Enula aspra, l’Enula baccherina delle Compositae. In questo periodo possiamo ancora trovare fiori e semi altrettanto belli delle due Rosaceae già descritte in precedenza, la Cariofillata Comune (Foto nr.222-1Geum urbanum L.) e la Cariofillata dei Rivi (Foto nr. 222 – Geum rivale L.).

Ci sono poi piante che hanno fiori monoici, poco evidenti, ed appartengono alla famiglia delle Cyperaceae, molto difficili da determinare. Ne ho incontrate circa 17 specie tra questi colli delle quali 11 specie del genere Carex. Chi volesse saperne di più può scrivermi. Tenete presente che i Carici, appartenenti a questa famiglia, detti anche in qualche zona Falaschi, hanno dato ad esempio la possibilità, ai nostri artigiani che usano ed hanno usato le loro lunghe foglie, per impagliare sedie e fiaschi. A questo proposito si usano principalmente due piante che non ho trovato nella nostra area, il Carex Caespitosa e il Carex pendula. Bisogna approfondire.

Cariofillata Comune (Foto nr.222-1 – Geum urbanum L.) Cariofillata dei Rivi (Foto nr. 222 – Geum rivale L.)
Cariofillata Comune (Foto nr.222-1Geum urbanum L.) Cariofillata dei Rivi (Foto nr. 222 – Geum rivale L.)

Altra famiglia amatissima dalle farfalle in Estate è quella della Dipsacacee della quale ho già descritto il Cardo dei Lanaioli e l’Ambretta o Vedovella dei Boschi. Sui prati assolati e poco sfalciati delle colline,  troviamo altre due o tre interessanti specie sempre in compagnia “amorevolosa” delle farfalle,  la Vedovina Selvatica ela Vedovina a foglie sottili (Foto nr.223, 224, 225, 226 – Scabiosa gramuntia L.). Nei prati anche più freschi, troviamo invece la cugina, il Morso del Diavolo. Nel sottobosco trovate qualche raro fiore di Ciclamino  delle Alpi (Foto nr.227 – Cyclamen purpurascens Miller) che abbiamo già incontrato nel testo, ed altre piantine fiorite … di fioretti gialli della famiglia delle Oxalidaceae , le Acetoselle, molti fiori, che arrivano già dalla Primavera della famiglia delle Rubiaceae.  Queste piante hanno un fiore molto piccolo ma non per questo meno bello. Vi invito a considerarli più da vicino dotandovi di una lente da 10 ingrandimenti per ben osservarli. Già dai primi mesi della primavera nei prati incolti e qui e lì negli orti e nei rudereti incontriamo una piantina della Famiglia delle Fumariaceae, la Fumaria (Foto nr.228 -Fumaria officinalis L.). Una pianta che ama la solitudine e che quasi sempre sfugge alla nostra osservazione.

Vedovina a foglie sottili (Foto nr.223 – Scabiosa gramuntia L.). Vedovina a foglie sottili (Foto nr. 224 – Scabiosa gramuntia L.). Vedovina a foglie sottili (Foto nr.225 – Scabiosa gramuntia L.).
Vedovina a foglie sottili (Foto nr.223 – Scabiosa gramuntia L.). Vedovina a foglie sottili (Foto nr. 224 – Scabiosa gramuntia L.). Vedovina a foglie sottili (Foto nr.225 – Scabiosa gramuntia L.).
Vedovina a foglie sottili (Foto nr.226 – Scabiosa gramuntia L.).  Ciclamino  delle Alpi (Foto nr.227 – Cyclamen purpurascens Miller) Fumaria (Foto nr.228 -Fumaria officinalis L.)
Vedovina a foglie sottili (Foto nr.226 – Scabiosa gramuntia L.). Ciclamino  delle Alpi (Foto nr.227 – Cyclamen purpurascens Miller) Fumaria (Foto nr.228 -Fumaria officinalis L.)

Della famiglia delle Rubiaceae, dicevo, per l’osservazione val la pena di cercare nei prati assolati, la Stellina purpurea e scoprirete presto le sue cugine, Stellina Comune e Stellina a tubo allungato. Le altre piante di questa famiglia che potrete incontrare nella pedemontana sono, la Crocettona Glabra, la Toccamano, la Cruciatella, il Caglio Bianco, l’Attaccaveste, il Caglio Tirolese, il Caglio Arrossato, il Caglio Aristato ed il Caglio Vero  o Caglio Zolfino dai fiori gialli (Foto nr.229  – Galium verum L. subsp. Verum). Questa piantina è stata usata da molte culture, anche anglosassoni, per cagliare il latte nella lavorazione del formaggio, specie da quelle comunità che gradiscono alimentazioni e metodi di lavorazioni fedeli al pensiero “vegetariano”. Infatti, per coagulare, cagliare il latte per fare il formaggio, usualmente oggi si usano cagli chimici ma una volta, per provocare la “cagliata”, si usava la quarta parte dello stomaco dei ruminanti chiamata “abomaso” che, anche per questa necessità, andavano uccisi o “sacrificati”. Alcune comunità invece, non avendo sempre la ricchezza di bestie da stalla necessaria al continuo prelevamento dell’abomaso degli animali domestici (approfondite se volete la ricerca) , preferivano usare cagli vegetali e principalmente il Caglio Zolfino, ottenendo così un formaggio veramente squisito  ed anche, permettetemi, ottenuto con dinamiche … “non violente” …

Caglio Vero  o Caglio Zolfino dai fiori gialli (Foto nr.229  – Galium verum L. subsp. Verum).
Caglio Vero  o Caglio Zolfino dai fiori gialli (Foto nr.229  – Galium verum L. subsp. Verum)

Tra i boschi ed al loro limitare fiorisce una Salvia gialla, molto bella, la Salvia Vischiosa (Foto nr.230   – Salvia glutinosa L.) e nei prati umidi e ombrosi o nel sottobosco la Canapetta ( Foto nr.231   – Galeopsis segetum Necker).

Salvia Vischiosa (Foto nr.230   – Salvia glutinosa L.) Canapetta ( Foto nr.231   – Galeopsis segetum Necker)
Salvia Vischiosa (Foto nr.230   – Salvia glutinosa L.) Canapetta ( Foto nr.231   – Galeopsis segetum Necker)

Facciamo un interessante (specie per i pazienti innamorati della fotografica naturalistica), giro a Liedolo nello stagno o “laghetto” (come lo chiamiamo noi) ad Ovest del Collalto e qui vediamo una situazione alquanto contraddittoria … in sé stessa. Qualcuno ha piantato in questo stagno di una ex Fornace, il Loto, che già da Luglio fiorisce in maniera vistosa e bellissima (Foto nr.232  – Foto nr. – 233 Foto nr.234) Ma, insieme al galleggiante Morso di Rana (Foto nr.263) e la Ninfea Gialla (Foto nr.264), piantumate nel “laghetto” dalla stessa “premurosa” mano, la vegetazione autoctona e la fauna acquatica presente vengono devastate, annullate, forse irrimediabilmente compromesse, in quanto sia il Loto e sia il Morso di Rana ( pesci morti: Foto nr.235 e Foto nr.236), occupano ormai l’intera superficie dell’acqua, provocando asfissia e buio che impedisce la fotosintesi delle alghe ed altre piante acquatiche presenti. Tra le altre specie della pozza, oltre quelle citate, possiamo ammirare l’Erba Sega (Foto nr.237), il raro Ranuncolo d’acqua (Foto nr.238), le due Tife già descritte, la Tifa a foglia larga e la Tifa a foglie strette (pianta rara), il Giunco Effuso, la Lenticchia d’acqua, la Mestolaccia o Piantaggine d’acqua (Foto nr.239 – Alisma plantago-acquatica L. – Alismantaceae) e diverse altre che imparerete a scoprire badando a non disturbare una testuggine d’acqua (Foto nr. 240) presente li da molto tempo, i vari pesci, le Bisce dal Collare (Foto nr.241) che sostano al sole su qualche bastone galleggiante sognando il loro Paradiso …

Loto (Foto nr.232 )

Loto (Foto nr.233)

Loto (Foto nr.234)

Loto (Foto nr.232) Loto (Foto nr.233) Loto (Foto nr.234)

Morso di Rana (Foto nr.263)

Ninfea Gialla (Foto nr.264)

( pesci morti: Foto nr.235)

Morso di Rana (Foto nr.263) Ninfea Gialla (Foto nr.264) ( pesci morti: Foto nr.235)

( pesci morti: Foto nr.236)

Erba Sega (Foto nr.237)

Ranuncolo d’acqua (Foto nr.238)

( pesci morti: Foto nr.236) Erba Sega (Foto nr.237) Ranuncolo d’acqua (Foto nr.238)

Mestolaccia o Piantaggine d’acqua (Foto nr.239 – Alisma plantago-acquatica L. – Alismantaceae)

testuggine d’acqua (Foto nr. 240)

Bisce dal Collare (Foto nr.241)

Mestolaccia o Piantaggine d’acqua (Foto nr.239 – Alisma plantago-acquatica L. – Alismantaceae) testuggine d’acqua (Foto nr. 240) Bisce dal Collare (Foto nr.241)

Nei prati ancora presente qualche fiore dell’unica Genzianacea presente tra questi colli dopo il ritorno in montagna della Genziana d’inverno, la Centaurea minore (Foto nr.242   – Centaurium erythraea Rapn.), pianta molto carina.

Tra le Compositae di questo periodo ricordo la fioritura della Incensaria Comune, presente all’Oasi San Daniele ed in qualche altro prato umido (Foto nr.243 - Pulicaria dysenterica (L.) Bernh.),  ma anche due, a dir poco … stupende piante caratterizzanti questo periodo e che annunciano a Settembre tutta la soddisfazione della Natura (siamo anche noi “natura”!!!) e svelano  l’animo romantico dell’Autunno. Essi sono l’Astro di Virgilio (Foto nr.244 e foto nr.245 - Aster amellus L.) ormai pianta rara di alcuni nostri colli e l’altra che invece con la sua rusticità ha invaso di bellezza rudereti, bordi delle strade e dei canali esposti al sole, macereti, incolti, bordi delle ferrovie etc. E’ il Girasole del Canada, o Girasolino di Settembre o Topinambour (Foto nr.246 e foto nr.247  – Heliantus tuberosus L.) con rizomi sotterranei eduli che trovate anche dal fruttivendolo. Ottimi al gusto (sapore simile ai carciofi in pentola alla romana o, ai “ciòchi in técia”, detto in veneto …). Si dice che questo alimento buono e gustoso, oltre ad aiutare gli intestini un po’ troppo lenti, contribuisca a tenere basso il tasso di glicemia che peraltro potrebbe essere tenuto a livelli normali sostituendo l’eccesso di dolcetti o di cioccolato o di gelati con la gioia dell’osservazione dei fiori tra queste colline aumentando le nostre uscite e la nostra osservazione.

Centaurea minore (Foto nr.242   – Centaurium erythraea Rapn.) Incensaria Comune (Foto nr.243 - Pulicaria dysenterica (L.) Bernh.) Astro di Virgilio (Foto nr.244 - Aster amellus L.)
Centaurea minore (Foto nr.242   – Centaurium erythraea Rapn.) Incensaria Comune (Foto nr.243 - Pulicaria dysenterica (L.) Bernh.) Astro di Virgilio (Foto nr.244 - Aster amellus L.)

Astro di Virgilio (Foto nr.245 - Aster amellus L.)

Girasole del Canada, o Girasolino di Settembre o Topinambour (Foto nr.246 – Heliantus tuberosus L.) Girasole del Canada, o Girasolino di Settembre o Topinambour (Foto nr.247 – Heliantus tuberosus L.)
Astro di Virgilio (Foto nr.245 - Aster amellus L.) Girasole del Canada, o Girasolino di Settembre o Topinambour (Foto nr.246 – Heliantus tuberosus L.) Girasole del Canada, o Girasolino di Settembre o Topinambour (Foto nr.247  – Heliantus tuberosus L.)

A questo arcobaleno di fiori, aggiungerei i Settembrini selvatici (Foto nr.248 e nr.249 ), Astri inselvatichiti che ornano con colonie foltissime  greti di fiumi e di torrenti ed aree incolte qui e lì del nostro territorio. Ed infine, non può mancare la citazione per una Ombrellifera o Apiacea che lungo i prati ed i crinali assolati delle nostre colline illumina di azzurro i nostri passi, il Calcatreppolo Ametistino o Eringio (Foto nr.250 e nr.251 - Eryngium amethystinum L.). Concludo Settembre con un’altra presenza sempre più rara tra questi boschi. Si è ridotta, almeno nelle propaggini occidentali dei Colli Asolani, almeno dell’80% alla mia osservazione. Un colore bellissimo rosa-ciclamino dei piccoli fiori accanto ad un verde smeraldato delle sue piccole foglie intensamente abbarbicate sui rametti rustici, elastici e irregolari. E’ il Brugo o Erica dei Colli (Foto nr.252  – Calluna vulgaris (L.) Hull) che troviamo non più ovunque ai bordi di diversi sentieri tra i boschi ed i prati. Con i rametti una volta fabbricavano piccole scope come continuano a fare in altre zone d’Italia con l’Erica Arborea che forniva invece ramaglia più lunga ed adatta e fabbricare vere e proprie “ramazze” molto ricercate per le corti sterrate degli insediamenti rurali … Un’altra pianta che con il suo splendido colore annuncia l’Autunno è la Salcerella (Foto nr.253 e foto nr.254 - Lythrum salicaria L.) che svetta con la sua bellezza ai bordi assolati dei ruscelli, nelle valli umide, nei fossati lungo le strade.

Settembrini selvatici (Foto nr.248) Settembrini selvatici (Foto nr.249) Calcatreppolo Ametistino o Eringio (Foto nr.250 - Eryngium amethystinum L.)
Settembrini selvatici (Foto nr.248) Settembrini selvatici (Foto nr.249) Calcatreppolo Ametistino o Eringio (Foto nr.250 - Eryngium amethystinum L.)
Calcatreppolo Ametistino o Eringio (Foto nr.251 - Eryngium amethystinum L.) Brugo o Erica dei Colli (Foto nr.252  – Calluna vulgaris (L.) Hull)
Calcatreppolo Ametistino o Eringio (Foto nr.251 - Eryngium amethystinum L.) Brugo o Erica dei Colli (Foto nr.252  – Calluna vulgaris (L.) Hull)
Salcerella (Foto nr.253 - Lythrum salicaria L.) Salcerella (Foto nr.254 - Lythrum salicaria L.)
Salcerella (Foto nr.253 - Lythrum salicaria L.) Salcerella (Foto nr.254 - Lythrum salicaria L.)

Ho trascurato volontariamente non parlato, per non fare un testo improponibile nella lunghezza, della famiglia delle Cruciferae o Brassicaceae (petali posti a croce nel fiore), sia nelle fioriture primaverili che in quelle estive. Una famiglia che praticamente fiorisce sempre, dalla Primavera all’Autunno, specie alcuni individui. E non ne ho parlato molto anche perché l’osservazione in questo periodo può essere ancora più chiara per i semi che trovate ben formati da Agosto in poi ed anche prima e che sono botanicamente forse ancor più indicativi del fiore per la determinazione della famiglia, del genere, della specie. Una osservazione corretta è quella comunque che parte da ogni elemento della pianta stessa: dalla radice, al fusto, al fiore, al frutto, al seme, al portamento, e questo vale per ogni pianta di ogni famiglia, e per ogni individuo vegetale, sia esso erbaceo, che arbustivo o arboreo. Pazienza ed escursioni multiple, molta attenzione, passione, rispetto, capacità di osservazione puntuale, metodica, umile, e molte uscite sul campo dopo analisi e pianificazione a tavolino.  Ho solo nel testo citato qualcosa in merito al Crescione d’Acqua, alla Rucola Selvatica, al Billeri primaticcio. Questo anche perché, per esperienza, pochissimi fanno domande nelle escursioni su queste piante e su questi fiori, spesso gialli (ma anche bianchi o rosa) e molto piccoli. In ogni caso bisogna dire che a questa famiglia, che usualmente ha molti composti dello zolfo tra i propri principi attivi come conferma il sapore piccante della Rucola o Ruchetta selvatica onnipresente sui prati del territorio, specie quelli calpestati o accanto alle case (Diplotaxis tenuifolia (L.) DC.), annovera tra i propri componenti molte piante del nostro orto, come rape, ravanelli, cavoli, cavoletti di Bruxelles ed altro. Tra queste colline e tra questi campi pedemontani, tra gli altri, possiamo trovare il Lepidio dei Campi, il Cavolo navone, il Crescione radicina, l’Erba storna montanina, l’Erba storna perfogliata, la Borsa del Pastore (altra pianta … femminile usata da sempre per cercare di ridurre flussi troppo abbondanti …), l’Alliaria (le cui cime raccolte prima della fioritura sono ottime nei misto di verdure da padella primaverile),  il Miagro rostellato, l’Erba cornacchia, l’Arabetta irsuta, l’Arabetta maggiore, l’Erba di Santa Barbara comune, il Ravanello selvatico ed altre.

Anche le Polygonaceae, la famiglia del Romice (“lengoe de vàca”, in veneto) e delle Chenopodiaceae, non le ho messe in evidenza. Per gli stessi motivi delle Cruciferae. Se volete sapere qualcosa in più su queste presenze, basta scrivermi.

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Ultimo aggiornamento Domenica 05 Ottobre 2014 10:34
 
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