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Home In Aprile - Maggio (3ª parte)
In Aprile - Maggio 3 PDF Stampa E-mail
Scritto da Bruno Martino   
Lunedì 06 Giugno 2011 11:15

Vi presento ora la famiglia delle Ranuncolaceae, presenti un po’ ovunque su questi prati e colli e campi. Famiglia eclettica, piena di fantasia nel trasformare il proprio aspetto e la forma e la composizione dei suoi fiori. Abbiamo detto che, per definizione, il Fiore è la parte più evoluta di una pianta, derivante dalla trasformazione di una o più foglie e, aggiungerei, a volte con la collaborazione di altri elementi della pianta stessa quali calici, ovario e via discorrendo. La pianta si accorge dall’esperienza quotidiana nei millenni della sua storia delle caratteristiche morfologiche da assumere per avere le percentuali maggiori di possibilità di riprodursi. Ricordiamoci che il fiore è la parte sessuata della pianta, e quindi si predispone al meglio per accogliere il suo insetto impollinatore, per farlo sentire a suo agio, donare vita e ricevere vita. Le Ranuncolaceae hanno sviluppato, con  una fantasia incredibile questo principio, passando dai semplici Ranuncoli Botton d’Oro alle forme più varie, dalle Nigelle agli Aconiti, alle Aquilegie, al Pigamo Colombino. Sono queste in parte fiori di montagna. Fate una ricerca e capirete cosa voglio dire. Per continuare sul “carattere” inteso non come caratteristica botanica ma come “emozione evolutiva” della pianta che matura in secoli e millenni dove anche morfologicamente la pianta segue la sua logica evolutiva e si trasforma in un divenire senza fine, è necessario ritornare alle Orchidee del genere Ophrys. E’ necessario riflettere sulle loro capacità di coniare, di “stampare” un fiore del tutto simile all’insetto impollinatore. Ma potremmo aggiungere l’esperienza progressiva e tenace di tutte quelle piante che, come già detto,  formano il loro polline con criteri aereodinamici (polline anemofilo=amico del vento), o perché gli insetti possano afferrarlo con maggiore sicurezza (polline entomofilo=amico degli insetti), oppure quelle piante che plasmano i loro semi con dovizia ancestrale perché possano prendere il volo come gli Olmi ed ancor più gli Aceri, che li racchiudono in membrane disposte in ali proprio come quelle degli Angeli. Ed ancora il Tiglio che ha dotato i semi di due bractee che ruotano nell’aria come le pale dell’elicottero o ancora quelle che forniscono i semi di punte perché  si possano infilare nella lanugine degli animali o nei … nostri calzettoni e pantaloni di lana. Ad esempio la Bardana o le Composite del Genere Bidens, le Forbicine (in veneto “pètasachi”) già viste o che stiamo per vedere. Ma dove le piante prendono i loro occhi? Tra questi sentieri ora assolati, ora ombrosi, ora umidi, accompagnati dalla magia di tanta bellezza, possiamo riflettere anche su questo argomento.

Possiamo incontrare circa 23 specie di Ranuncolaceae. Tra queste il Pigamo colombino, il Pigamo, il Pigamo giallo (Foto nr.120 – Thalictrum flavum aggr. L.), il Pigamo steppico ed il Pigamo maggiore. Di queste 23 specie, almeno 9 appartengono al genere Ranunculus: R. nemororus, R. bulbosus (Foto nr.121), R. repens, R. auricomus, R. muricatus, R. ficaria (Favagello foto nr.55) – Tappezzante del sottobosco che ha dei tuberi allungati ed ingrossati sulle radici, squisiti lessi e con i fiori ancora in bocciolo in qualche parte usati come capperi. Approfondite prima di consumarli!, R. sceleratus, R. acris, R. ficariformis, tutti dal caratteristico fiore a volte uguale, a volte  simile al conosciutissimo “Botton d’Oro”. Potete fare una vostra ricerca. Vi ho già parlato della fioritura delle Anemoni, meravigliose, a Gennaio, dell’Epatica, dell’Elleboro, e della Caltha tutte piante appartenenti alla famiglia delle Ranuncolaceae.. Aggiungo solo un degnissimo membro raro nel Massiccio del Monte Grappa e pedemontana, segnalato solo nel mio erbario e pubblicato dal Prof. Giuseppe Busnardo in un testo del Centro Studi Don Paolo Chiavacci di Crespano del Grappa, realizzato insieme a Cesare Lasen sulla Flora del Monte Grappa e sul Paesaggio vegetazionale del Massiccio. Il fiore si chiama Pié di Gallo (Foto nr.123 -  Eranthys hyemalis (L.) Salisb. – Ranuncolaceae), pianta che ho inserito nel 1991 nel mio Erbario degli Ezzelini.

Pigamo giallo (Foto nr.120 – Thalictrum flavum aggr. L.)

Ranunculus: R. nemororus, R. bulbosus (Foto nr.121)
Pigamo giallo (Foto nr.120 – Thalictrum flavum aggr. L.) Ranunculus: R. bulbosus (Foto nr.121)
Ranunculus: R. ficaria (Favagello foto nr.55) Pié di Gallo (Foto nr.123 -  Eranthys hyemalis (L.) Salisb. – Ranuncolaceae)
Ranunculus: R. ficaria (Favagello foto nr.55) Pié di Gallo (Foto nr.123 -  Eranthys hyemalis (L.) Salisb. – Ranuncolaceae)

Anche le Labiatae colorano i nostri prati e sono piante molto importanti. Caratteristico il loro fiore che somiglia ad una bocca aperta e con il labbro inferiore … allungato. Da qui il nome della famiglia, Labiatae appunto. Sul “labbro” inferiore del fiore, come fosse un predellino di atterraggio e decollo per gli insetti impollinatori, le api e gli altri esserini in cerca di nettare in fondo alla corolla, penetrano nel fiore  e cosi facendo fanno scattare con il loro peso un meccanismo che porta gli stami, con il seme maschile nelle antere, ad abbassarsi sul groppone dell’insetto ed a lasciare li depositato il prezioso elemento. Entrando ed uscendo da diversi fiori l’ape cosparge anche gli stimmi femminili di questo polline, … fecondando (impollinando) le stesse specie di fiori presenti nell’area. Un esempio che la guida naturalistica fa sempre agli escursionisti, è quello dell’azzurra Salvia dei Prati (Foto nr. 124   e  nr. 125  – Salvia pratensis L. – Labiatae) inserendo, come fosse un insetto e facendo pressione sul labbro inferiore, un bastoncino nella corolla di un suo fiore. Si vedranno i due stami apparire dall’alto che tentano di raggiungere il bastoncino e di strofinarsi ad esso con il proprio polline. A questa famiglia fanno parte, oltre a  quelle che abbiamo già considerato i mesi scorsi, le seguenti piante reperibili tra i prati ed i sentieri della pedemontana: la Stregona Gialla,  la Stregona dei Boschi, la Betonica Comune, Il Timo, il Clinopodio, la Menta campestre e la Menta a foglie rotonde. Le altre le vedremo i prossimi mesi.

Salvia dei Prati (Foto nr. 124 – Salvia pratensis L. – Labiatae) Salvia dei Prati (Foto nr. 125  – Salvia pratensis L. – Labiatae)
Salvia dei Prati (Foto nr. 124 – Salvia pratensis L. – Labiatae) Salvia dei Prati (Foto nr. 125  – Salvia pratensis L. – Labiatae)

Nelle zone più umide ed acquitrinose si trova ancora qualche pianta di Gigaro Chiaro  che abbiamo già incontrato (Foto nr.60) e, lungo i fossati delle colline e delle valli a sud è fortunatamente ancora ampiamente presente il giallo Giaggiolo Acquatico ( Foto nr.127 e foto nr.128   – Iris pseudoacorus – Iridaceae).

Tra i prati, tre specie di Lino, bellissimi quelli a fiori azzurri: il Lino Montano (Linum tenuifolium L. – Linaceae), il Lino Purgativo (Linum catharticum L.), il Lino Selvatico (Foto nr.129 - Linum bienne Miller). Un’altra famiglia è quella delle Cistaceae che comprende sulle nostre colline due rarissimi , per la nostra aerea, esemplari pendenti, con i fiori che fioriscono solo uno o due a volta, di due specie che dobbiamo considerare “protette”: la Fumana Comune (Foto nr.130 – Fumana procumbens (Dunal) G. et G.) e la Fumana Mediterranea. Molto comune invece da noi la terza specie delle Cistacee presenti, quella della “Pianta del Sole”, l’Eliantemo Comune Maggiore (Foto nr.131 -  Heliantemum nummularium (L). Miller).

Gigaro Chiaro  che abbiamo già incontrato (Foto nr.60) Giaggiolo Acquatico ( Foto nr.127   – Iris pseudoacorus – Iridaceae)
Gigaro Chiaro (Foto nr.60) Giaggiolo Acquatico ( Foto nr.127 – Iris pseudoacorus – Iridaceae)
Giaggiolo Acquatico (Foto nr.128   – Iris pseudoacorus – Iridaceae) Lino Selvatico (Foto nr.129 - Linum bienne Miller)
Giaggiolo Acquatico ( Foto nr.128   – Iris pseudoacorus – Iridaceae) Lino Selvatico (Foto nr.129 - Linum bienne Miller)
Fumana Comune (Foto nr.130 – Fumana procumbens (Dunal) G. et G.) Eliantemo Comune Maggiore (Foto nr.131 -  Heliantemum nummularium (L). Miller)
Fumana Comune (Foto nr.130 – Fumana procumbens (Dunal) G. et G.) Eliantemo Comune Maggiore (Foto nr.131 -  Heliantemum nummularium (L). Miller)

Non possiamo dimenticare la umilissima e utilissima Malva ( Foto nr.132  – Malva silvestris L. – Malvaceae), usata da sempre dalla popolazione pedemontana per infusi contro le malattie da raffreddamento, le mucose infiammate, come aiuto nelle tossi, nei mal di gola, nelle piccole costipazioni intestinali anche dei bambini.  C’è anche sua cugina, la Malva Alcea (Foto nr.133  – Malva alcea L. – Malvaceae) ma che non ha uso nella medicina popolare e che troviamo principalmente ai bordi delle strade e dei sentieri, ed infine la Malva Domestica, anch’essa non usata (Malva neglecta Miller) - Chiudo questa famiglia con una Malvacea che sempre più fa capolino ai bordi di giardini e campi ed ha un fiore delizioso. Si tratta dell’Ibisco Vescicoso (Hibiscus trionum L.) che mi è gradito poter segnalare.  Quando incontro qualche esserino nuovo tra le zolle di terra dei campi, le cunette delle strade,i boschi  o le cotiche erbose dei colli, sono sempre emozionatissimo e oltremodo felice di fare una nuova conoscenza. Tutt’altro che discreta invece è la presenza nell’intero territorio di una Malvacea che si sta diffondendo sempre di più nei campi coltivati, nei luoghi inselvatichiti, ai bordi delle strade, nei rudereti. Il suo nome è Cencio Molle (Foto nr.134 – Abutilon theophrasti Medicus) che è alta fino ad un metro e mezzo. Ogni frutto che vedete nella foto di un esemplare alto solo una spanna contiene, pensate, circa 200 semi che hanno la capacità di infiltrarsi tra gli ingranaggi delle mietitrebbie diffondendosi molto rapidamente in ogni terreno abbandonato o coltivato.

Malva ( Foto nr.132  – Malva silvestris L. – Malvaceae)

Malva Alcea (Foto nr.133  – Malva alcea L. – Malvaceae)

Cencio Molle (Foto nr.134 – Abutilon theophrasti Medicus)

Malva ( Foto nr.132  – Malva silvestris L. – Malvaceae) Malva Alcea (Foto nr.133  – Malva alcea L. – Malvaceae) Cencio Molle (Foto nr.134 – Abutilon theophrasti Medicus)

Ancora una famiglia di immensa bellezza, che troviamo in ogni sentiero specie andando verso i colli nelle zone a mezz’ombra, quella delle Campanulaceae. Segnalo la presenza della nota e vistosa Campanula Selvatica che trovate un po’ ovunque, specie sul Col San Lorenzo (Foto nr. 135 – Campanula trachelium L.), dell’altrettanto nota e comune Campanula Agglomerata (Foto nr.136 – Campanula glomerata L.), del ricercato – per la delizia del palato – Raponzolo (Foto nr.137   - Campanula rapunculus L.) ma che dobbiamo lasciare stare perché ormai non è poi più così comunissima,  di due Campanule che non  … sembrano campanule e che troviamo nel bosco ombroso o a mezz’ombra, il Raponzolo plumbeo ed il Raponzolo di Zahlbruckner (Foto nr.138  – Phyteuma zahlbruckneri Vest). nelle bordure dei campi di grano, oltre qualche residuo Fiordaliso, molto più frequente una volta, si trova ancora, anche se molto più raramente,  la Specchio di Venere (Foto nr.139 - Legousia speculum-veneris (L.) Chaix).

Campanula Selvatica che trovate un po’ ovunque, specie sul Col San Lorenzo (Foto nr. 135 – Campanula trachelium L.)

Campanula Agglomerata (Foto nr.136 – Campanula glomerata L.)
Campanula Selvatica (Foto nr. 135 – Campanula trachelium L.) Campanula Agglomerata (Foto nr.136 – Campanula glomerata L.)

Raponzolo (Foto nr.137   - Campanula rapunculus L.)

Raponzolo di Zahlbruckner (Foto nr.138  – Phyteuma zahlbruckneri Vest)

Specchio di Venere (Foto nr.139 - Legousia speculum-veneris (L.) Chaix)

Raponzolo (Foto nr.137   - Campanula rapunculus L.) Raponzolo di Zahlbruckner (Foto nr.138  – Phyteuma zahlbruckneri Vest) Specchio di Venere (Foto nr.139 - Legousia speculum-veneris (L.) Chaix)

Valeriana Officinale, usata da sempre nella tradizione curativa popolare (Foto nr.140 - Valeriana officinalis L.)

La famiglia delle Valerianaceae ci fa riscoprire, in tutti i luoghi ombrosi, lungo le strade dei fossi di scolo, lungo le sponde dei torrenti, la Valeriana Officinale, usata da sempre nella tradizione curativa popolare (Foto nr.140 - Valeriana officinalis L.). Questa pianta ha la caratteristica che le radici, dove sono contenuti i principi attivi usati  dalla medicina popolare, odorano (o puzzano, è questione di gusti, o di punti di vista …) di formaggio andato a male. I gatti adorano questo “profumo” e, se glie ne date l’occasione mettendo qualche pezzettino di radice fresca per terra accanto a loro, ci si rotoleranno beatamente sopra. Chi li capisce i felini! Oltre alla Valeriana officinale, nella Pedemontana troviamo anche la Valeriana palustre (Valeriana dioica L.). “Dioico” vuol dire “due case” e cioè si dice di quella pianta o di quel fiore che esprimono solo un sesso, o maschile o femminile. Mi spiego meglio. Il fiore usualmente è ermafrodita, cioè ha l’apparato maschile (androceo – composto da filamenti ed antere con il polline), attorno o sopra a quello femminile (gineceo- composto da ovario con gli ovuli, stilo e stimma che è la “porta” del seme maschile). In altri casi … e vuol dire che “le leggi … locali lo permettono”, la pianta ha suoi stessi rami (come il Nocciolo e l’Ontano) fiori maschili e fiori femminili, cioè fiori che hanno solo il polline maschile e fiori che hanno solo il pistillo femminile e si parlerà allora di “fiore monoico”. In altri casi, come il Gingko biloba, che è pianta “dioica” , che ha  i fiori maschili che si trovano sui rami di una pianta ed i fiori femminili sui rami di un’altra pianta. Ma l’amore è così tanto forte che, come nel caso del Ginko biloba, che se anche le due piante, maschio e femmina, sono a chilometri di distanza, riusciranno ad impollinarsi lo stesso …, si dice anche a 40 chilometri! … evviva l’Amore con la “A” maiuscola del Gingko. Questa pianta la troviamo solo nei parchi e nei giardini della case ed appartiene ad una famiglia antichissima. Viene infatti considerato un vero e proprio “fossile vivente”, avendo questa famiglia, le Gingkaceae, vissuto il loro splendore pensate, almeno 100 milioni di anni fa.

Valeriana Officinale, usata da sempre nella tradizione curativa popolare (Foto nr.140 - Valeriana officinalis L.) La pianta maschio si riconosce dalla femmina solo dopo diversi anni quando l’esemplare maschio dividerà la bellissima e …

preistorica foglia in due lobi e la femminuccia comincerà a produrre frutti … piuttosto puzzolenti ma comunque segno di vita e di speranza (e di buona e paziente volontà di chi dovrà pulire il giardino ogni anno dopo la loro caduta).

Ho parlato del Gingko perché  a mio parere anche le nostre abitazioni, con i loro orti ed i loro giardini, anche i parchi pubblici, vanno considerati parte dell’ambiente naturale del nostro territorio. E a San Zenone degli Ezzelini di esemplari di Gingko ce ne sono molti, sia nei giardini delle case private, sia nei parchi delle magnifiche ville del suo splendido territorio.

Prima di chiudere con la dirompente bellezza delle Orchidee che (quasi tutte) fioriscono tra Aprile e Maggio, primissimi di Giugno a volte, vi segnalo la presenza ai bordi delle siepi e gli ambienti abbandonati della pedemontana o nei fossati di scolo delle strade di una pianta bellissima che fiorisce in questo periodo, il Cardo dei Lanaioli (Foto nr.141  e nr.142   Dipsacus fullonum L - Dipsacaceae.) che veniva una volta usato anche nell’industria dei tessuti per cardare la lana. Nei boschi, di questa stessa famiglia, troviamo l’Ambretta dei Querceti (Foto nr.143 - Knautia drymeya Heuffel). Alcune altre fioriture di questa famiglia delle Dipsacaceae. molto amate dalle farfalle, si stanno preparando nei prati assolati e le vedremo tra un pò.

Cardo dei Lanaioli (Foto nr.141 Dipsacus fullonum L - Dipsacaceae.) Cardo dei Lanaioli (Foto nr.142   Dipsacus fullonum L - Dipsacaceae.)

Ambretta dei Querceti (Foto nr.143 - Knautia drymeya Heuffel)

Cardo dei Lanaioli (Foto nr.141 Dipsacus fullonum L - Dipsacaceae.) Cardo dei Lanaioli (Foto nr.142   Dipsacus fullonum L - Dipsacaceae.) Ambretta dei Querceti (Foto nr.143 - Knautia drymeya Heuffel)

E’ spesso possibile, specie in Maggio, incontrare altre due piante della famiglia delle Rosacee: nel bosco e nei luoghi ombrosi ed umidi: la Cariofillata Comune (Geum urbanum L.) e nei luoghi umidi e lungo i fossati la Cariofillata dei Rivi, molto carina (Foto nr.222 - Geum Rivale L.)

C’è un’altra famiglia, quella delle Orobancaceae, con fiori molto strani, che vive penetrando con le proprie radici sui vasi linfatici di altri fiori dai quali poi prende il nome. Noi abbiamo diverse di queste piante e ne cito alcune, il Succiamele Garofanato, il Succiamele minore, il Succiamele Rossastro - (Foto nr. 144 -  Cfr. Orobanche sp. – Orobancaceae). E chiudiamo con bellezza, e con un po’ di gioiosa fatica, questo mese di Maggio con il tributo alle prorompenti Orchidee, della famiglia delle Orchidaceae, elencando la serie completa dei miei ritrovamenti tra questi colli e mostrandovi anche qualche foto. Alcune di queste foto sono ricavate alla buona dalla proiezione di vecchie mie diapositive o da scannerizzazioni non proprio ben riuscite. In considerazione della rarità della documentazione, in certi casi ho preferito metterle ugualmente. E ciò vale anche per altre vecchie diapositive restituitemi sempre più malmesse dalle tipografie che le hanno pubblicate. … Voi saprete perdonarmi … Ricordatevi che queste sono piante protette da osservare quindi, da studiare, da godere, da fotografare e mai, e poi mai, da raccogliere anche in piccole porzioni. Siamo intesi? Guardate che vi vedo!

Cariofillata dei Rivi, (Foto nr.222 - Geum Rivale L.) Succiamele Rossastro - (Foto nr. 144 -  Cfr. Orobanche sp. – Orobancaceae)
Cariofillata dei Rivi, (Foto nr.222 - Geum Rivale L.) Succiamele Rossastro - (Foto nr. 144 -  Cfr. Orobanche sp. – Orobancaceae)

Di seguito l’elenco completo delle specie da me determinate tra queste colline. Dove mancano le mie foto, in quanto da me ritenute troppo poco leggibili, basta inserire i nomi sotto elencati su Google immagini o altro motore di ricerca e le vedrete subito.

Prima dell’elenco, essendo queste specie tra le piante più affascinanti di questi colli, per onorare il  territorio comunale di San Zenone degli Ezzelini che le ha ospitate, vedrete prima tre foto. La prima della Torre medievale “degli Ezzelini” a San Zenone all’alba (Foto nr.145), poi un momento della ricostruzione storica dell’eccidio (manifestazione biennale) della famiglia di Alberico da Romano di Agosto del 1260 (Foto nr.145-1) ed infine l’alba sul Santuario della Madonna del Monte a S. Zenone sullo sfondo dei Colli Asolani (Foto nr.145-2).

Torre medievale “degli Ezzelini” a San Zenone all’alba (Foto nr.145) ricostruzione storica dell’eccidio (manifestazione biennale) della famiglia di Alberico da Romano di Agosto del 1260 (Foto nr.145-1) Santuario della Madonna del Monte a S. Zenone sullo sfondo dei Colli Asolani (Foto nr.145-2)
Torre medievale “degli Ezzelini” a San Zenone all’alba (Foto nr.145) Ricostruzione storica dell’eccidio (manifestazione biennale) della famiglia di Alberico da Romano di Agosto del 1260 (Foto nr.145-1) Santuario della Madonna del Monte a S. Zenone sullo sfondo dei Colli Asolani (Foto nr.145-2)
Orchidea screziata Orchis tridentata Scop. Foto nr. 146 Orchide screziata Orchis tridentata Foto nr. 146

Orchidea militare Foto nr.146-1 e nr.146-2         Orchis militaris L.

Orchidea militare Foto nr.146-1 Orchis militaris L. Orchidea militare Foto nr.146-2 Orchis militaris L.

Orchidea cimicina Foto nr.146-3 e nr.146-4         Orchis coriophora L.

Orchidea cimicina Foto nr.146-3 Orchis coriophora L. Orchidea cimicina Foto nr.146-4 Orchis coriophora L.

Giglio caprino Foto nr.147 Orchis morio L.

Giglio caprino Foto nr.147 Orchis morio L.

Orchide macchiata Foto nr.148. e nr.149. Orchis maculata L.

Orchide macchiata Foto nr.148 Orchis maculata L. Orchide macchiata Foto nr.149. Orchis maculata L.

Orchidea acquatica Foto nr. 150  e nr.150-1 Orchis laxiflora Lam.

Orchidea acquatica Foto nr. 150 Orchis laxiflora Lam. Orchidea acquatica Foto nr.150-1 Orchis laxiflora Lam.

Nido d’uccello Foto nr.151 e nr.152 Neottia nidus-avis (L.)L. Rich.

Nido d’uccello Foto nr.151 Neottia nidus-avis (L.)L. Rich. Nido d’uccello Foto nr.152 Neottia nidus-avis (L.)L. Rich.

Fior di Legna Foto nr.153  e nr.154 Limodorum abortivum (L.) Swartz

Fior di Legna Foto nr.153 Limodorum abortivum (L.) Swartz Fior di Legna Foto nr.154 Limodorum abortivum (L.) Swartz

Platantera comune Foto nr.155 Platanthera bifolia (L.) Richb.

Platantera comune Foto nr.155 Platanthera bifolia (L.) Richb.

Platantera verdastra Foto nr.156 e nr. 156-1  Platantera chlorantha (Custer) Rchb

Platantera verdastra Foto nr.156 Platantera chlorantha (Custer) Rchb Platantera verdastra Foto nr.156-1  Platantera chlorantha (Custer) Rchb

Orchidea insetti fera o Fior mosca Foto nr.157  e nr 158 Ophrys insectifera L.

Orchidea insetti fera o Fior mosca Foto nr.157 Ophrys insectifera L. Orchidea insetti fera o Fior mosca Foto nr. 158 Ophrys insectifera L.

Ofride fior delle api Foto nr. 159 Ophrys apifera Hudson

Ofride fior delle api Foto nr. 159 Ophrys apifera Hudson

Ofride  di Bertoloni Foto nr.160 e nr.161 Ophrys bertholoni Mor

Ofride  di Bertoloni Foto nr.160 Ophrys bertholoni Mor Ofride  di Bertoloni Foto nr.161 Ophrys bertholoni Mor

Orchidea verde-bruna Foto nr.162 Ophrys sphecodes Miller

Orchidea verde-bruna Foto nr.162 Ophrys sphecodes Miller

Cefalantera bianca Foto nr. 163 Cephalantera damasonium (Miller) Druce

Cefalantera bianca Foto nr. 163 Cephalantera damasonium (Miller) Druce

Cefalantera maggiore Foto nr.164 Cephalantera longifolia (Hudson) Fritsh

Cefalantera maggiore Foto nr.164 Cephalantera longifolia (Hudson) Fritsh

Orchide piramidale Foto nr. 165 e nr.166 Anacamptis pyramidalis (L.) L. C. Rich.

Orchide piramidale Foto nr. 165 Anacamptis pyramidalis (L.) L. C. Rich. Orchide piramidale Foto nr. 166 Anacamptis pyramidalis (L.) L. C. Rich.

Serapide maggiore Foto nr.167  e nr.168 Serapias vomeracea (Burm.) Brig.

Serapide maggiore Foto nr.167 Serapias vomeracea (Burm.) Brig. Serapide maggiore Foto nr.168 Serapias vomeracea (Burm.) Brig.

Listera maggiore Foto nr.169 Listera ovata R. Br.

Listera maggiore Foto nr.169 Listera ovata R. Br.

Manina rosea Foto nr170 nr.171  nr172 Gymnadenia conopsea (L.) R. Br.

Manina rosea Foto nr170 Gymnadenia conopsea (L.) R. Br. Manina rosea Foto  nr.171 Gymnadenia conopsea (L.) R. Br.
Manina rosea Foto nr172 Gymnadenia conopsea (L.) R. Br.

Elleborina comune Foto nr.173 nr. 174 Epipactis elleborine (L.) Crantz.

Elleborina comune Foto nr.173 Epipactis elleborine (L.) Crantz. Elleborina comune Foto nr.174 Epipactis elleborine (L.) Crantz.

Elleborina di palude Foto nr.175  nr.176   nr.177 Epipactis palustris (Miller) Crantz.

Elleborina di palude Foto nr.175  Epipactis palustris (Miller) Crantz.

Elleborina di palude Foto nr.176 Epipactis palustris (Miller) Crantz.

Elleborina di palude Foto nr.177 Epipactis palustris (Miller) Crantz.

Da questo elenco e da queste immagini, avete una traccia precisa delle bellezza, delle ricchezza naturalistica, della diversità degli ambienti pedemontani che sto tentando umilmente di portare  alla vostra evidenza. Il mio vuol essere solo un buon gesto, un dono cortese o, per coloro che la preferiscono, una “bene-dizione …”.

Continua l'avventura Cammina con noi

Camminando insieme, camminando …. oltre …

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Ottobre 2014 10:33
 
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